40 ANNI DI SERVIZIO OPERATIVO PER IL TORNADO DELL’AERONAUTICA MILITARE

40 anni di Tornado
40 anni di Tornado

Celebrati sull’Aeroporto Militare di Ghedi i 40 anni di vita operativa del velivolo Tornado

Giovedì 8 settembre scorso, sull’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo, si è svolto un grande evento celebrativo per il 40° anniversario dell’atterraggio del primo velivolo Tornado operativo, dell’Aeronautica Militare.

Infatti, il 27 agosto del 1982, le ruote del primo cacciabombardiere prodotto dal Consorzio PANAVIA, toccarono la pista dell’aeroporto di Ghedi, dando il via ad un cambiamento epocale per tutta la Forza Armata.
L’evento ha avuto luogo alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, il Generale di Squadra Aerea Luca Goretti nonché delle massime autorità militari e civili.

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera sulle note dell’Inno Nazionale, seguita poi dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento dedicato alla memoria dei caduti.
L’evento è proseguito con le tanto attese esibizioni in volo; dapprima la Formazione Legend, ovvero una pattuglia formata da velivoli addestratori utilizzati dall’Aeronautica Militare a partire dal secondo dopoguerra ad oggi.

Successivamente è stato il turno di una formazione di 9 velivoli Tornado, tra i quali uno Special Color “Devil 01”, celebrativo, sul quale sono state riprodotte le quattro livree che hanno contraddistinto la sua storia operativa, ovvero quella velivolo sperimentale, la mimetica NATO, la “desertica” ed infine l’ultima, grigia a bassa visibilità.

Inoltre, sulla deriva del “Devil 01” è presente il logo del 40° Anniversario e i simboli dei Gruppi Volo che hanno operato e operano tuttora con questo velivolo, cioè il 102°, il 154°, il 155° e il 156°.
Emozionante il passaggio effettuato dai 9 Tornado seguiti dalle Frecce Tricolori, le quali si sono poi esibite in un adrenalinico display.


L’evento aeronautico ha visto la sua conclusione con la formazione dei Tornado che ha effettuato alcuni ulteriori passaggi sulla Base, per poi atterrare.
A questo punto è stato possibile vedere da vicino il “Devil 01” con la speciale livrea celebrativa.


Ad impreziosire ulteriormente l’evento, il personale del 6° Stormo ha allestito una mostra fotografica, un’area dedicata alla proiezione video e non ultimo, il cockpit di un Tornado per dare la possibilità a tutti coloro che hanno partecipato alla cerimonia, di salire a bordo dell’iconico velivolo.


In mostra statica era presente il velivolo di quinta generazione il Lockheed Martin F-35 “Lightning II” (Joint Strike Fighter-F35), con le insegne del 6° Stormo.
Particolarmente significativa questa presenza poiché sancisce un altro momento di svolta epocale per il Reparto e l’intera Forza Armata.

F-35 A - 40 anni di Tornado
F-35 A – 40 anni di Tornado

Con l’ F-35 A i Diavoli Rossi potranno esprimere in maniera più completa tutte le proprie capacità.
Tuttavia, per il Tornado, non è ancora arrivato il momento di cedere il passo. Il velivolo è ancora pienamente operativo anche grazie ad importanti aggiornamenti dell’avionica, e lo sarà ancora per alcuni anni.
Infatti, l’avvicendamento con il “JSF” sarà graduale e avverrà man mano che i Tornado raggiungeranno il limite di vita operativa, come ha sottolineato il Comandante del 6° Stormo, il Colonnello Lacaita.

40 ANNI DI TORNADO

Quella del Tornado è una bellissima storia aeronautica che affonda le sue radici negli anni ’70, quando varie nazioni europee si ritrovarono nella necessità di sviluppare una nuova generazione di aerei da combattimento in grado di svolgere molteplici missioni del Potere Aerospaziale, garantendo così il rimpiazzo di varie tipologie di velivoli a cui all’epoca erano affidati tali compiti. Fu definito un programma comune che portò alla definizione finale del progetto “Tornado”. Vi aderirono Italia, Regno Unito e Germania. Un progetto ambizioso, una collaborazione che pose le basi per la nascita di una vera e propria industria aeronautica europea. Competenze, professionalità, esperienze a confronto per lo sviluppo di sofisticate capacità, che diedero la spinta per un vero e proprio salto tecnologico in avanti.

La particolarità, e forse l’unicità del Tornado, è la piena connotazione operativa che ha caratterizzato la sua esistenza fino al raggiungimento dei 40 anni. Una peculiarità che lo rende ancora un aereo pienamente operativo e determinante nell’esprimere la capacità di attacco aria suolo e ricognizione aerea. Il velivolo, pur assolvendo ancora i propri compiti istituzionali, verrà inserito gradualmente in una fase di phase out (dismissione) per il successivo avvicendamento con l’F-35 Joint Strike Fighter (JSF), il più moderno ed avanzato velivolo da combattimento di quinta generazione mai sviluppato, in dotazione all’Aeronautica militare.

Per commemorare i 40 anni del Tornado in servizio con i Reparti dell’Aeronautica militare e per onorare tutti gli equipaggi di volo che hanno operato in tempo di pace e di guerra è stata creata una livrea celebrativa che ripercorre tutti i prestigiosissimi anni di attività, partendo dal primo prototipo P05 alla versione “maculata” degli anni ’80, ’90, alla colorazione desertica utilizzata nell’operazione “Locusta” sino ad arrivare all’ultima colorazione grigia a bassa visibilità.

LE MISSIONI OPERATIVE

Nel corso della loro storia, i Tornado hanno preso parte a tutte le attività operative e addestrative a cui la Forza Armata ha dovuto far fronte, dai cieli nordici ai paesaggi desertici del Medio Oriente, a partire dall’inizio degli anni novanta, nel corso dell’operazione “Desert Storm” in Iraq, quando 8 velivoli Tornado, provenienti dal 6° Stormo, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 50° Stormo di Piacenza, furono rischierati sulla la base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti quale contributo italiano allo sforzo internazionale in risposta all’invasione irachena del Kuwait.

Negli anni successivi presero parte alle operazioni di pace nella ex Jugoslavia nel 1995 e in Kosovo nel 1999 e altresì operarono con missioni di ricognizione e di supporto alla protezione civile in occasione di diverse calamità naturali quali il terremoto in Molise e l’eruzione del vulcano Stromboli. Inoltre, sempre in quegli anni, collaborarono con la Corte di Giustizia Internazionale per l’individuazione delle fosse comuni nell’area dei Balcani.

Dal novembre 2008 al novembre 2009 i Tornado parteciparono all’operazione ISAF in Afghanistan e dal marzo del 2011 furono rischierati in Sicilia per l’operazione Odyssey Dawn prima e Unified Protector dopo, condotte dalla NATO in Libia in accordo alle risoluzioni n.1970 e n.1973 del consiglio di sicurezza dell’ONU.

A seguito dell’espansione in Iraq ed in Syria dell’Islam State of Iraq and the Levant (ISIL), l’Italia aderì alla Coalition of Willing a guida USA con lo scopo di combattere la minaccia terroristica supportando le forze di sicurezza regionali. In questo contesto, il 6° stormo ha partecipato per ben 2 anni alle attività di ricognizione sui cieli dell’Iraq con 4 Velivoli Tornado nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve.

Testo e immagini: Stefano

Immagini: Enrico Benetti

Fonte: Aeronautica Militare