Il Capo di Stato Maggiore della Difesa celebra i 75 anni della Scuola di Aerocooperazione

75 anni della Scuola di Aerocooperazione

Il Generale Portolano: “Il futuro della difesa si costruisce integrando competenze, domini e tecnologie”

Guidonia, 6 novembre 2026. Settantacinque anni al servizio della formazione, dell’innovazione e della cooperazione tra le Forze Armate.

75 anni 
della Scuola di Aerocooperazione

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha partecipato alle celebrazioni per l’anniversario della Scuola di Aerocooperazione, accolto dal Comandante dell’Istituto, Generale di Brigata Cristiano Turrin, alla presenza delle autorità politiche, civili, militari e religiose. “È con grande piacere che partecipo alla celebrazione dei settantacinque anni di questa Scuola. Un Istituto che ha accompagnato l’evoluzione delle nostre Forze Armate e ne ha rafforzato l’approccio interforze”, ha evidenziato il Generale Portolano, ricordando le origini della Scuola, nata nel 1951 con l’obiettivo di formare specialisti capaci di integrare l’impiego delle componenti aeree con le operazioni terrestri e navali. Una scelta lungimirante, fondata sulla convinzione che “la cooperazione tra le Forze Armate sia una condizione irrinunciabile di successo”.

La Scuola ha progressivamente ampliato la propria missione, diventando un punto di riferimento nella formazione avanzata nei settori dell’aerocooperazione, del targeting, del telerilevamento e dello spazio, con corsi rivolti al personale nazionale, NATO e dei Paesi partner. “Il valore della Scuola non sta soltanto in ciò che insegna, ma soprattutto in come lo fa”, ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, rimarcando la capacità dell’Istituto di mettere a confronto professionalità diverse e sviluppare una cultura operativa condivisa. Un approccio che attualmente si estende alla dimensione multidominio, nella quale l’integrazione e l’analisi dei dati provenienti da satelliti, velivoli e sistemi senza pilota sono fondamentali per supportare le decisioni dei comandanti. “Oggi domina il campo di battaglia chi sa elaborare e analizzare i dati meglio e più in fretta dell’avversario”, ha affermato il Generale Portolano, richiamando l’importanza di trasformare le informazioni in conoscenza e capacità operative.

Nel suo intervento, il Generale ha evidenziato il contributo dell’Istituto alla collettività, attraverso la collaborazione con università, centri di ricerca e industria e delle attività a favore delle Nazioni Unite. Lo scorso giugno, l’ONU ha espresso il proprio apprezzamento all’Italia per aver formato, attraverso i corsi della Scuola, istruttori specializzati nell’analisi dei dati acquisiti da velivoli senza pilota.

Significativo anche l’apporto alla ricerca archeologica attraverso la fotointerpretazione, che ha consentito di individuare e tutelare il patrimonio storico nazionale. Un’attività che ha portato, nel 1966, al conferimento all’Istituto della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte. A questo si aggiunge il supporto alla Protezione Civile durante le grandi emergenze nazionali, dal terremoto dell’Irpinia del 1980 a quello dell’Aquila del 2009.

75 anni 
della Scuola di Aerocooperazione

Il Generale Portolano ha inoltre rivolto il proprio apprezzamento a quanti, nel corso degli anni, hanno assicurato con passione e dedizione la missione formativa dell’Istituto: dal Comandante al quadro permanente, dagli istruttori al personale civile. “A voi tutti chiedo di coltivare sempre la curiosità, il rigore professionale e la disponibilità al confronto”, ha affermato, richiamando l’importanza di continuare a formare personale capace di pensare e operare in chiave interforze e multidominio, contribuendo alla prontezza delle Forze Armate e alla sicurezza del Paese.

75 anni 
della Scuola di Aerocooperazione

In conclusione, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha richiamato la continuità della missione della Scuola, pur nell’evoluzione degli scenari e delle tecnologie: “Settantacinque anni fa questa Scuola nasceva per insegnare alle Forze Armate a parlare la stessa lingua. Oggi quella lingua si è arricchita di nuove parole, quelle dello spazio e dei dati, ma la missione non è cambiata”.

 

Fonte, testo e immagini: Scuola di Aerocooperazione – Italian Joint Air Operations School