NATO, “TROJAN FOOTPRINT 2026” rafforza la prontezza delle Forze Speciali dell’Alleanza
31 Maggio 2026
Trojan Footprint 2026 rafforza la prontezza delle forze speciali NATO, consolidando interoperabilità, deterrenza e difesa collettiva dell’Alleanza.
Si è conclusa il 21 maggio TROJAN FOOTPRINT 2026 (TFP26), la più grande edizione finora realizzata dell’esercitazione multinazionale delle Forze per le Operazioni Speciali in Europa, dopo dieci giorni di attività addestrativa ad alta intensità.
Condotta dallo U.S. Special Operations Command Europe (US SOCEUR), l’esercitazione ha confermato la capacità delle Forze per le Operazioni Speciali della NATO di integrarsi rapidamente e operare in scenari complessi e multidominio, rafforzando la deterrenza e la difesa dell’Alleanza. L’attività ha permesso a forze alleate e partner di consolidare interoperabilità, coesione operativa e prontezza collettiva di fronte all’evoluzione delle minacce nell’area euro-atlantica.
«L’obiettivo generale di TROJAN FOOTPRINT è dimostrare una capacità SOF competente e credibile, in grado di difendere tutto il territorio dell’Alleanza», ha dichiarato il tenente generale Richard Angle, comandante dello U.S. Special Operations Command Europe e del Comando delle Forze per le Operazioni Speciali della NATO. «Abbiamo sia la volontà sia la capacità di difendere i territori dell’Alleanza».

Secondo Angle, la credibilità operativa si fonda non solo sui mezzi disponibili, ma anche sui rapporti costruiti attraverso l’addestramento congiunto, elemento che accresce fiducia, coesione e capacità di impiego integrato.
«Lavorare insieme genera fiducia e coesione», ha aggiunto Angle, sottolineando che i partecipanti devono lasciare l’esercitazione con una preparazione maggiore e pronti a operare senza soluzione di continuità in qualsiasi ambiente.
Le attività hanno coperto l’intero spettro delle competenze SOF, dalla ricognizione alle operazioni in siti sensibili fino all’azione diretta, offrendo anche un contesto per testare concetti operativi innovativi, affinare il coordinamento multinazionale e rafforzare l’adattamento a minacce ibride e scenari in rapida evoluzione.
Per la NATO, TFP26 ha confermato il valore strategico dell’addestramento congiunto nel rafforzare fiducia, comprensione condivisa e coesione tra forze di Paesi diversi, elementi considerati essenziali per una difesa collettiva credibile.
Avviata nel 2016, TROJAN FOOTPRINT è diventata il principale appuntamento europeo dedicato alle SOF. In un contesto di sicurezza in continua trasformazione, l’esercitazione punta a mantenere le forze speciali dell’Alleanza pronte, reattive e in grado di intervenire anche nel quadro della difesa collettiva prevista dall’Articolo 5.
L’edizione 2026 ha coinvolto circa 3.000 militari, di cui circa 1.000 appartenenti alle SOF statunitensi e 2.000 provenienti da Paesi alleati e partner della NATO, impiegati in diverse sedi addestrative all’interno dell’Alleanza. Complessivamente hanno partecipato 24 nazioni.
Nazioni partecipanti: Albania, Bulgaria, Croazia, Cechia, Estonia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Montenegro, Polonia, Portogallo, Repubblica della Macedonia del Nord, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e i partner Georgia, Moldavia e Svizzera.
Cos’è: TROJAN FOOTPRINT è un’esercitazione multinazionale biennale delle Forze per le Operazioni Speciali guidata dagli Stati Uniti e condotta in Europa. Svoltasi per la prima volta nel 2016, è diventata la più grande esercitazione SOF dell’Alleanza NATO, riunendo Alleati e partner per sviluppare interoperabilità, rafforzare la prontezza operativa e consolidare la capacità di difesa collettiva della NATO.
Fonte, testo e immagini: NATO Special Operations Forces Public Affairs Office


