INTERVISTA AL COMANDANTE DEL 17° STORMO INCURSORI AERONAUTICA MILITARE

Col. Gino Bartoli - Comandante 17° Stormo Incursori Aeronautica Militare
Col. Gino Bartoli – Comandante 17° Stormo Incursori Aeronautica Militare

Introduzione

Il 17° stormo Incursori è l’unità di Forze Speciali Tier1 dell’Aeronutica Militare, erede degli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica (ADRA) che si è distinta nell’ultimo conflitto mondiale per aver conseguito diversi obiettivi di livello strategico in Nord Africa dietro le linee Britanniche.

L’unità è costituita da Incursori in grado di svolgere tutto lo spettro delle Operazioni Speciali (OS) garantendo al COFS, oltre a queste ultime, anche il soddisfacimento delle Missioni più spiccatamente aeronautiche come le Airfield Seizure (operazioni di conquista di aeroporti), la predisposizione di Assault Zone in ambienti semi-permissivi o non permissivi attraverso l’impiego di Combat Controller Team (CCT) costituiti da Incursori qualificati Air Traffic Operator (ATO) e Combat Weather Operator (CWO).

Gli Incursori dell’Aeronautica Militare, vengono selezionati e formati attraverso un iter della durata di circa due anni composto da moduli addestrativi svolti in ambito nazionale e internazionale che abbracciano tutte le discipline basiche delle FS nei diversi ambienti.

Sarà il Comandante di Stormo, il Colonnello Gino Bartoli a condurci in un percorso di approfondimento sul Reparto.

Comandante, il 17° Stormo trae le proprie origini dalle gesta degli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica; ripercorriamone la storia fino ai giorni nostri.

La storia degli ADRA è un racconto estremamente avvincente che con profonda ammirazione, orgoglio e rispetto cerchiamo di tramandare. Il Battaglione fu costituito il 28 luglio 1942 per contrastare, con azioni di sabotaggio a terra, il potere aereo nemico. La costituzione degli ADRA avvenne ne rispetto della dottrina del dominio dell’aria di Giulio Douhet, secondo la quale “Dominare l’aria significa trovarsi in grado di impedire al nemico di volare, conservando a sé stessi tale facoltà”. La peculiarità degli ADRA era quindi quella di attaccare gli aeroporti nemici per distruggere le installazioni, gli aeroplani e i depositi di carburante e munizioni.

Uniforme ADRA

All’epoca il corso veniva svolto presso la Scuola di paracadutismo dell’allora Regia Aeronautica, la prima costituita su suolo nazionale, con sede nel campo d’aviazione di Tarquinia. Successivamente gli Arditi venivano inviati presso la scuola del Genio Guastatori di Civitavecchia per l’istruzione all’uso di esplosivi.

Dopo un massiccio afflusso di volontari e severe selezioni, venne costituito il Battaglione ADRA con al comando il Cap. Araldo DE ANGELIS, composto di tre compagnie e con una forza inziale di circa 300 uomini. Nell’aprile 1943 il Comando fu assunto dal T.Col. Edvino DALMAS, già Comandante del 1° Battaglione Paracadutisti RA impiegato in combattimento in Tunisia. Nel giugno del 1943, il battaglione partecipò, assieme al X Reggimento Arditi, alla preparazione ed esecuzione di azioni di sabotaggio congiunte dietro le linee nemiche. La missione consisté  nel paracadutarsi in pattuglie in prossimità di aeroporti alleati e nodi strategici di comunicazione nell’Africa settentrionale, al fine di distruggere il maggior numero possibile di velivoli e interdire l’afflusso di rinforzi e rifornimenti alleati verso il fronte.

ADRA su aviosuperficie

Il 13 giugno le pattuglie presero il volo, a bordo dei velivoli da trasporto SM-82, da vari aeroporti in Sicilia, Sardegna, Provenza e Creta. Causa la mancanza di adeguata intelligence e l’errata individuazione da parte dei piloti delle zone di aviolancio, le pattuglie incontrano da subito serie difficoltà. Nonostante ciò, il 18 giugno, due ADRA, l’Aviere Vito PROCIDA e l’Aviere Franco CARGNEL (decorati di Medaglia d’Argento al V.M.) si infiltrano nell’aeroporto di Benina, nei pressi di Bengasi in Libia, riuscendo a distruggere 25 bombardieri quadrimotori B-24 “Liberator” oltre a numerose altre attrezzature da campo. Nonostante riuscirono ad esfiltrare dall’aeroporto, successivamente furono traditi da collaboratori arabi locali e catturati dagli inglesi. Tra il 21 e il 31 luglio 1943 altre due squadre ADRA (20 Arditi in totale) furono aviolanciate nella Sicilia occupata dagli angloamericani per operazioni di sabotaggio negli aeroporti occupati dalle forze nemiche.  Cinque di essi, al comando del Sergente Maggiore Sebastiano Urso (tutti decorati di Medaglia d’Argento al V.M.), riuscirono a rientrare nelle linee nazionali dopo aver portato a termine la missione. Quando, l’8 settembre 1943, sopraggiunse l’Armistizio, il Battaglione ADRA, con circa duecento elementi in quel momento di stanza a Viterbo (la seconda scuola di paracadutismo costituita in Italia, sempre sotto la Regia Aeronautica), ricevette la sua ultima missione, ovvero porsi a difesa dell’aeroporto di Centocelle a Roma contro possibili attacchi tedeschi a supporto di una operazione aviotrasportata alleata.  Similarmente a quanto accaduto in altre unità combattenti, gli uomini del Battaglione ADRA scelsero individualmente da quale parte combattere fino al termine del conflitto. Nel dopoguerra e nel corso di tutto il periodo della Guerra Fredda, l’Aeronautica Militare italiana (AM) non ricostituì Reparti per operazioni speciali.

Solo il 1° mar. 2003 si costituisce, presso il centenario aeroporto militare di Furbara (Cerveteri), il Reparto Incursori Aeronautica Militare (RIAM). Inizialmente, il Reparto si costruisce attorno a professionalità già consolidate presenti all’interno dell’AM, come gli aerosoccorritori della Sezione di Supporto Operativo Speciale (SSOS) con impiego CSAR e il Centro di Sopravvivenza e Aerosoccorritori di FURBARA.  

Per acquisire la qualifica di Forze Speciali, i primi operatori vengono inviati per la frequenza del corso 80/B presso il 9° rgt. ass. par. “COL MOSCHIN” dell’Esercito. Il 2 aprile 2008, il RIAM si riconfigura in 17° Stormo Incursori, il quale riceve la Bandiera di Guerra il 30 marzo 2009 e viene decorato, il 9 settembre 2009, con medaglia d’argento al valore aeronautico per le operazioni condotte in Afghanistan.  Le nuove capacità acquisite consentono agli Incursori AM di essere inseriti nell’ambito delle missioni internazionali come quelle in Iraq (Antica Babilonia), Chad, Mali, Somalia (Operazione Tortuga per il contrasto della pirateria marittima), Libia (Unified Protector) e le recenti missioni in Afghanistan nell’ambito dell’operazione Sarissa che li ha visti impegnati in attività di “mentoring” a favore delle Forze Speciali del Paese asiatico L’attuale denominazione del reparto, e il proprio motto (“Sufficit Animus”, “Basta l’Ardire”), derivano dal disciolto 17° Stormo Intercettori Teleguidati. Il 17° Stormo Incursori dipende gerarchicamente dalla 1^ Brigata Aerea Operazioni Speciali e, per l’impiego operativo, dal Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Nel 2013 con l’invito del Tenente Dante Lazzeri, all’epoca ultimo sopravvisto degli  ADRA si riallaccia il legame tra presente, gli incursori AM, ed il passato, gli ADRA.

Com’è strutturato lo Stormo è qual è la dipendenza gerarchica?

Per assolvere la sua missione, il 17° Stormo Incursori è organizzato sulle seguenti articolazioni:

  • Ufficio Operazioni, per la pianificazione e il coordinamento delle varie attività operative con il COFS e gli altri reparti del Comparto Operazioni Speciali e convenzionali;
  • Gruppo Operativo, che cura l’addestramento e l’approntamento dei distaccamenti  operativi destinati all’impiego in operazioni speciali per condurre azioni dirette, ricognizioni speciali e assistenza militare;
  • Gruppo Addestramento, che si occupa della selezione e della formazione degli allievi incursori e dello svolgimento dei corsi di sopravvivenza, evasione, fuga e resistenza all’interrogatorio. Al suo interno ha anche la Sezione degli artificieri, che è un’ulteriore professionalità presente nell’ambito del 17° Stormo. Oltre all’addestramento al riconoscimento, disinnesco e uso degli esplosivi a favore degli Incursori A.M., gli artificieri svolgono attività reale di disinnesco degli ordigni esplosivi, garantendo la capacità EOD (Explosive Ordnance Disposal) e IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) per tutti i siti aeronautici nel centro Italia. Fa capo al Gruppo anche l’ufficio comando, per tutte le pratiche gestionali e del personale. Completano l’organigramma il Gruppo Servizi di Supporto, per gli aspetti tecnico-logistici; l’infermeria di corpo, specializzata nel supporto sanitario agli Incursori A.M.; il servizio amministrativo e la compagnia protezione delle forze, per la “Force Protection” della base.

Dal punto di vista ordinativo il 17° Stormo è inserito nel Comando Forze di Supporto e Speciali del Comando della Squadra Aerea ed è gerarchicamente dipendente dalla 1a Brigata Aerea Operazioni Speciali. Essendo, però, un reparto di Forze Speciali, il 17° Stormo è funzionalmente dipendente, per l’impiego operativo, dal COFS, il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali. È al COFS, infatti, che è assegnata la responsabilità di concepire, organizzare e condurre Operazioni Speciali e di sviluppare la dottrina d’impiego e l’addestramento del Comparto Operazioni Speciali. Il 17° Stormo è – con il 9° Reggimento Paracadutisti d’Assalto “Col Moschin” dell’Esercito, il GOI (Gruppo Operativo Incursori) della Marina Militare e il GIS (Gruppo Intervento Speciale) dell’Arma dei Carabinieri – uno dei reparti di Forze Speciali, tutti costituiti da personale qualificato incursore, che formano attualmente il Comparto Operazioni Speciali. Comparto di cui fanno parte anche due reggimenti di Forze Speciali: il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti e il 185° RRAO (Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi) “Folgore”. In virtù della dipendenza funzionale il 17° Stormo Incursori deve pertanto garantire a livello interforze la disponibilità costante di distaccamenti operativi prontamente impiegabili per le Operazioni Speciali condotte sotto l’egida del COFS.

Quali sono i compiti peculiari del Reparto?

Il primo compito dello Stormo è quello di selezionare, formare, addestrare ed approntare per l’impiego operativo tutte le Forze Speciali (FS) dell’Aeronautica Militare in via esclusiva, ossia agli incursori AM, e le Forze per le Operazioni Speciali (FOS), ossia gli operatori per il Supporto Tattico alle Operazioni Speciali (STOS). Lo Stormo deve inoltre garantire la disponibilità costante di distaccamenti operativi prontamente impiegabili per le Operazioni Speciali (OS) condotte sia in ambito single service, sia sotto l’egida del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Nello specifico si tratta di assicurare incursori capaci di svolgere tutte le missioni comuni alle altre Forze Speciali, con le quali devono essere completamente intercambiabili, integrabili ed interoperabili, con un compito aggiuntivo specifico, fondamentale ed innovativo, quello di integrare e sincronizzare il potere aereo con le Operazioni Speciali attraverso l’orchestrazione di forze aeree e di superficie per fornire effetti sinergici su un obiettivo o una serie di obiettivi comuni in aderenza alla dottrina Special Operations Air to Land Integration (SOALI).

Aviolancio Incursori 17°Stormo da HH-212
Aviolancio Incursori 17°Stormo da HH-212

Comandante, a questo punto vorrei affrontare l’argomento della selezione e formazione del personale. Come si arriva alla qualifica di Incursore?

L’accesso alla specialità incursore avviene attraverso bandi di concorso ad hoc ai quali seguono una selezione e un percorso addestrativo particolarmente selettivo e impegnativo. Il 17° Stormo adotta anche un metodo di reclutamento diretto che permette agli allievi dell’Accademia Aeronautica e della Scuola Marescialli di confrontarsi con le prove di selezione per accedere ai corsi incursore e operatore STOS, nonché di relazionarsi con gli specialisti del settore. Alle selezioni possono partecipare gli ufficiali del solo Ruolo delle Armi e il personale sottufficiale, graduato e di truppa di ogni categoria. Quest’anno, inoltre, il bando incursori è stato aperto anche al personale non in servizio permanente, i cosiddetti VFP1, i Volontari in Ferma Prefissata di 1 anno. Per tutti i requisiti previsti sono non aver superato 35 anni di età alla data di scadenza del bando e l’idoneità psico-fisico-attitudinale conseguita presso l’Istituto di Medicina Aerospaziale. Chi manifesta interesse per la specialità viene seguito fin dagli istituti di formazione, per individuare chi ha le potenzialità e prepararlo per la fase di selezione. L’iter selettivo e formativo è svolto in gran parte dal Gruppo Addestramento del 17° Stormo. Il percorso è modulare e prevede diverse fasi, tutte selettive. Il primo step da superare è il Corso Forze per Operazioni Speciali dell’Aeronautica Militare (FOSAM), una fase iniziale per allievi Incursori ed allievi Operatori STOS che ha durata prevista di circa 9 mesi al completamento della quale si acquisisce la prima “qualifica”, quella di Operatore STOS. A questo punto il percorso si divide in due direttrici:

  • per divenire STOS si prosegue con la Prontezza al Combattimento per Forze per Operazioni Speciali (PCFOS). Tale fase, volta a completare l’addestramento degli Operatori STOS e renderli prontamente impiegabili (c.d. Combat Readiness) ha durata prevista di circa tre mesi. Al completamento l’Operatore STOS è pronto per essere impiegato in Operazioni Fuori dai Confini Nazionali (OFCN).
  • Per divenire Incursori AM invece si prosegue con il Corso per Brevetto di Incursore dell’Aeronautica Militare (BI-AM), una fase specialistica finalizzata al completamento della formazione degli allievi Incursori AM che ha durata prevista di quattro mesi, al termine della quale si acquisisce il Brevetto di Incursore. Acquisito il brevetto, si termina l’iter con la prontezza al Combattimento per Forze Speciali (PC-FS), fase volta a completare l’addestramento degli Incursori AM e renderli prontamente impiegabili (c.d. Combat Readiness). Tale fase ha durata prevista di sei mesi ed al termine della stessa l’Incursore è pronto per essere impiegato in OFCN dopo un periodo totale di formazione di quasi due anni.

Giusto per avere un’idea delle attività formative svolte, vale la pena ricordare che la formazione oggi è organizzata in moduli distinti tra cui topografia, addestramento al combattimento individuale, maneggio esplosivi, SERE (Survival Evasion Resistance Escape), CQB (Close Quarter Battle), supporto operazioni aeree e Brevetto di Paracadutismo Militare (presso il Centro Addestramento Paracadutisti “Folgore” di Pisa).

Solo coloro che superano tutte le prove previste da questo lungo processo formativo entrano a far parte delle Forze Speciali dell’A.M., ricevendo il Brevetto d’Incursore, il pugnale ADRA e lo storico basco color sabbia durante quella che è comunemente chiamata “cerimonia d’imbascamento”.

Aviolancio Incursori 17° Stormo
Aviolancio TCL Incursori 17° Stormo

L’incursore dell’Aeronautica Militare durante la sua vita operativa quali ulteriori competenze può acquisire?

Conclusa la formazione, i neo Incursori A.M. transitano nel Gruppo Operativo, dove l’addestramento e le esercitazioni sono elementi costanti dell’attività quotidiana. Numerosi sono i corsi di specializzazione, tra i quali quelli di paracadutismo con tecnica della caduta libera (TCL), effettuato internamente dalla sezione aviolancio del 17° Stormo Incursori, di combattimento anfibio, montano e desertico, di tiratore di precisione a lunga distanza (“sniper”) condotto presso l’International Special Training Center di Pfullendorf in Germania, d’impiego operativo degli esplosivi (“breacher”), di soccorritore militare (Combat Medic), di JTAC (Joint Terminal Attack Controller), di operatore di mini\micro aeromobili a pilotaggio remoto, nonché le qualifiche peculiari di CCT (Combat Controller), e CWO (Combat Weather Observer).

Comandante, facciamo un breve excursus sulle armi individuali di un Incursore

Nel campo dell’armamento stiamo proseguendo con il rinnovo dell’armamento per il tiro di precisione a distanza acquisendo i fucili prodotti dalla italiana Victrix Armaments, che andranno progressivamente a sostituire quelli già in uso, quali: il Pugio calibro .308 Win, compatto e leggero, quindi adatto all’aviolancio; il Gladio calibro .308 Win ideale per l’impiego in contesti urbani; lo Scorpio calibro .338 Lapua Magnum, specifico per lo sniping; il  Corvo calibro .50 BMG, specifico per il tiro a lunga distanza anti-materiale.

Per l’armamento controcarro leggero sono state adottate le varie versioni del sistema M72 Light Anti-tank Weapon (LAW), calibro 66 mm. Nel settore dei fucili d’assalto lo Stormo si è equipaggiato con armamento Heckler & Koch, modello HK-416 calibro 5,56 x 45 mm NATO e modello HK-417 calibro 7,62 x 51 mm.

Per il futuro stiamo valutando anche l’acquisizione sia di fucili d’assalto con forte potere d’arresto, con calibro 300 Blackout, sia di mitragliatrici Lightweight Medium Machine Gun (LWMMG) con calibro .338 Lapua Magnum.

JTAC del 17° Stormo Incursori AM
JTAC del 17° Stormo Incursori AM

Quali solo le peculiarità che contraddistinguono gli Incursori del 17° Stormo dalle altre Forze Speciali della Difesa?

Gli Incursori del 17° Stormo pur essendo pienamente integrabili con gli altri Reparti FS si distinguono da questi per una spiccata caratterizzazione aeronautica e peculiarità di impiego in tipologie di missione che sono esclusive degli Incursori AM. Essi di fatto rappresentano un moltiplicatore del potere aereo, un sistema d’arma completo capace di essere integrato pienamente in pacchetti capacitivi aeronautici per estenderne ed amplificarne gli effetti. Profili di missione quali la conquista di aeroporti, la gestione di traffico e fuoco aereo in ambienti non permissivi e la soppressione del potere aereo nemico sono tipici del 17° Stormo. La massima espressione dell’esclusività dello Stormo nell’ambito delle Special Operation Air to Land Integration è la figura del Combat Controller (CCT).

Inserzione Team d’assalto 17° Stormo da HH-101

I punti di forza del reparto come vengono sfruttati in un contesto “Joint and Combined”?

Citando un presupposto fondamentale della dottrina USA sull’impiego delle Forze Speciali: “SOF are ineherently  joint”. In ambito nazionale come in quello internazionale, gli operatori del 17° Stormo Incursori sono pienamente integrabili con altre pedine operative di altri Reparti FS.  Il 17° Stormo Incursori, infatti, garantisce a livello interforze la disponibilità costante di distaccamenti operativi prontamente impiegabili per le Operazioni Speciali condotte sotto l’egida del COFS. Grazie all’esperienza maturata negli ultimi 15 anni, sono stati ormai raggiunti un livello d’interoperabilità, intercambiabilità ed integrabilità con le Forze Speciali delle altre Forze Armate pressoché totali. Gli standard capacitivi raggiunti dagli Incursori dell’A.M. consentono quindi di operare negli attuali scenari complessi e ad alto rischio in ambito sia interforze che alleato.

Team d'assalto 17° Stormo Incursori
Team d’assalto 17° Stormo Incursori

Comandante, tra le imprescindibili capacità professionali che un Incursore deve possedere, l’aspetto umano che ruolo assume?

In un operatore di Forze Speciali l’aspetto umano è fondamentale. Contrariamente a quanto si possa generalmente pensare, l’Incursore è soprattutto un lavoro di testa. Solitamente si associano questi uomini d’élite a delle macchine, ma Le assicuro che la loro estrema efficacia è dovuta proprio agli aspetti mentali più che a gestualità meccaniche. Basterebbe ricordare una delle 5 “SOF Thruth” che recita “human are more important than hardware”. Essere un Incursore è principalmente una attitudine mentale, dove quello che comunemente è noto come SOF mindset assume valore fondamentale. Si diventa Incursori prima di tutto con la testa piuttosto che con gambe e fisico allenato o indossando ed utilizzando equipaggiamenti innovativi.

Durante l’emergenza sanitaria COVID-19, come è stato possibile conciliare l’esigenza addestrativa?

Nel rispetto di tutte le normative previste in materia anti COVID-19, il 17° Stormo ha applicato tutte le misure necessarie a garantire la salute e la sicurezza del proprio personale pur cercando di mantenerne le capacità operative. Attraverso chiare ed efficaci direttive impartite sia in ambito FA che in ambito COI, lo Stormo infatti ha efficacemente continuato nel garantire la propria missione senza soluzione di continuità. Il sedime di Furbara, essendo una vera e propria area addestrativa completa, ha consentito di continuare, rimodulando in chiave anti COVID-19, tutte le attività addestrative mantenendo la prontezza dei nostri operatori in un periodo difficile e delicato come quello del lockdown.

Combat Controller e Mini APR (drone)
Combat Controller e Mini APR (drone)

Ora le proporrei una “Vision” sullo Stormo; a suo avviso come si evolverà il Reparto in funzione delle nuove tipologie di minacce e nuovi scenari operativi?

Il 17° Stormo Incursori sarà innanzitutto un comando strettamente connesso con l’intera Aeronautica Militare, rappresentando esclusivamente  il punto di riferimento nazionale per le capacità a specifica connotazione aeronautica rientranti nella dottrina Special Operations Air to Land Integration (SOALI), con Incursori capaci di operare quali Combat Controller Team (CCT), Joint Terminal Attack Controller (JTAC) ed Operatori di Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR) di classe mini e micro. In questo lo Stormo rappresenta con le sue peculiarità, una pedina strategica con capacità avanzate e già proiettate ai prossimi scenari futuri. In tali contesti le Forze Speciali (FS) e il 17° Stormo Incursori opereranno quali sistemi d’arma coesi ed integrati nei pacchetti capacitivi aerei dell’Aeronautica Militare, quali moltiplicatori del potere aereo, per garantire la sicurezza degli interessi del Paese. Inoltre, proseguendo una strada ormai già segnata, l’Aeroporto militare di Furbara continuerà il suo sviluppo quale area addestrativa interforze di eccellenza, a guida del 17° Stormo Incursori sotto egida del COFS, per l’addestramento specifico e le attività di integrazione di tutte le Forze Speciali ove condurre esercitazioni interforze e multinazionali in contesti complessi e multi-ambiente.

Comandante, in conclusione, cosa significa oggi, essere un Incursore dell’Aeronautica Militare?

Vuol dire entrare a far parte di una élite di uomini altamente formati, addestrati ed equipaggiati, sempre pronti a servire il Paese proiettando le proprie peculiari capacità in tutto il mondo. Essere un incursore dell’Aeronautica Militare vuol dire essere un’eccellenza orientata al futuro, un sistema d’arma completo capace di creare in maniera esclusiva sinergie tra potere aereo e dominio terrestre finalizzate al conseguimento della missione assegnata.

Ringraziamenti

Desidero infine ringraziare Stato Maggiore Difesa e lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare per aver autorizzato l’intervista. Il Comandante del 17° Stormo per la disponibilità e cortesia.

Testo e immagini: 17° Stormo Aeronautica Militare

Testo: Stefano