MARISTAELI LUNI SARZANA

MARISTAELI LUNI SARZANA

La Stazione Elicotteri Marina Militare di Luni (MARISTAELI Luni) è, unitamente a Catania e Grottaglie, una delle tre basi delle Forze Aeree della Marina Militare, costituendo, con la vicina Base Navale di La Spezia, uno dei tre poli aeronavali della Marina Militare.

Per posizionamento geografico (vicinanza alla base navale di La Spezia e al polo industriale del nord Italia) e compiti istituzionali, la Stazione Elicotteri di Luni ha a tutt’oggi un’importanza strategica. Infatti, sulla base di Luni troviamo due gruppi volo operativi (1° Gruppo Elicotteri e 5°Gruppo Elicotteri) oltre a tre importanti centri di eccellenza: il Centro Addestramento Ammaraggio Forzato (Helo Dunker), il Centro Sperimentale Aeromarittimo (CSA) ed il Centro di Simulazione di Missione (FCMS Full Crew Mission Simulator) per l’elicottero SH-101A.

Nel corso dell’approfondimento vedremo nel dettaglio tali realtà, per poterne apprezzare le caratteristiche ed evidenziare la professionalità e l’alto livello di specializzazione del personale che vi opera; non prima però di ripercorrere brevemente la storia della Base.

CENNI STORICI

Il progetto iniziale della base di MARISTAELI Luni risale al 1962 grazie ad uno studio di fattibilità effettuato dalla Marina Militare sull’area occupata dal piccolo aeroporto in disuso di Sarzana-Luni, appartenente all’Aeronautica Militare, situato a pochissimi chilometri dalla Base Navale di La Spezia. Nel settembre del 1967 fu oggetto di importanti lavori per la costruzione di un eliporto, costituito nell’ottobre 1968 dalla Marina Militare, grazie ai fondi stanziati dalla NATO.

Il 1° novembre 1969 la Base divenne operativa con la costituzione del 5° Gruppo Elicotteri dotato degli Agusta Bell AB-47J. All’inizio del 1971, presso la nuova struttura, venne trasferito da Catania il 1° Gruppo Elicotteri dotato inizialmente di elicotteri SH-34, e successivamente dei più moderni SH-3D Sea King.

Dal 1976 la base è intitolata all’Ammiraglio Giovanni Fiorini, che la storia ricorda come uno dei maggiori artefici della componente elicotteristica della Marina Militare e, più in generale dell’Aviazione Navale, quale principale promotore e realizzatore di MARISTAELI Luni.

MARISTAELI LUNI OGGI

MARISTAELI Luni è posta alle dipendenze del Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) tramite il Comando delle Forze Aeree (COMFORAER).

Nell’ambito della visita alla Stazione Elicotteri, ho avuto modo di approfondire alcuni temi/aree quali:

Il Comando di MARISTAELI – Luni ha la responsabilità di coordinare l’attività dei due Gruppi Volo ubicati sulla Base e di curare l’efficienza delle infrastrutture aeroportuali e della logistica a supporto dei Gruppi di Volo oltre che degli assetti imbarcati sulle Unità Navali.

Il 1° e il 5° Gruppo Elicotteri costituiscono parte integrante delle Unità Navali mantenendo in prontezza operativa mezzi e personale. Maristaeli ed i Gruppi rappresentano quasi un’estensione dei ponti di volo delle Unità navali in missione in tutto il mondo, garantendo altresì, ove richiesto, anche attività da terra.

Come vedremo più nello specifico successivamente, agli elicotteri dei due Gruppi di Volo possono essere assegnate missioni antisommergibile/antinave (ASW/ASuW), eliassalto navale in collaborazione e a supporto del COMSUBIN o della Brigata Marina San Marco, come pure, secondo il concetto dell’impiego complementare, anche missioni antincendio, SAR (Search And Rescue) e a supporto della Protezione Civile e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS).

Il Centro Simulazione di Missione per SH-101A o Full Crew Mission Simulator (FCMS) rappresenta uno dei centri di eccellenza presenti sulla Stazione Elicotteri. In grado di simulare qualsiasi tipologia di scenario operativo, permette l’addestramento dell’intero equipaggio, sia Piloti che Operatori di Volo.

Dal 1° gennaio 2006 è presente anche il Centro Sperimentale Aeromarittimo (C.S.A.) che dipende direttamente dal 2° Ufficio “Studi e Nuovi Programmi” del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore della Marina. Svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo dei nuovi programmi della Componente Aeromobili della Marina ed in tutte le attività di valutazione operativa, sperimentazione e modifica di mezzi e materiali.

L’Helo Dunker, anch’esso centro di eccellenza presente a MARISTELI Luni, viene utilizzato per l’addestramento degli equipaggi di volo all’ammaraggio forzato ed al successivo abbandono del mezzo. L’addestramento è effettuato oltre che per il personale della Marina Militare, anche per altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato. Inoltre, in molte occasioni ha addestrato e sta addestrando Forze Armate estere.

GRUPPI DI VOLO

1º GRUPPO ELICOTTERI

Il 1° agosto 1956 presso l’eliporto di Augusta Terrevecchie, venne costituito Il 1° Gruppo elicotteri della Marina Militare (GRUPELICOT 1) in prossimità dell’area occupata attualmente dalla base navale, e inizialmente dotato di elicotteri del tipo Agusta-Bell AB-47G.

La costituzione del 1° Gruppo Elicotteri, a livello storico, rappresenta anche la nascita della moderna Aviazione Navale Italiana. Nel corso dei due anni successivi all’attivazione, il Gruppo vide un importante periodo di crescita e sviluppo soprattutto dal punto di vista operativo. Nel 1959 al 1° Gruppo vennero assegnati nuovi elicotteri Sikorsky SH-34G Sea Bat, dotati di sonar ed equipaggiati per il volo notturno e strumentale. La svolta tecnologica impose il rischieramento delle nuove macchine su un eliporto più adeguato e strutturato. Per questo motivo venne scelto l’aeroporto di Catania Fontanarossa, presso la sede dell’87° Gruppo Antisommergibile dell’Aeronautica Militare.

Nell’agosto dello stesso anno il 1° Gruppo venne spostato definitivamente a Catania, e agli SH-34G si aggiunsero anche gli AB-47G e AB-47J, impiegati in precedenza presso Augusta Terrevecchie.

Nel febbraio del 1963 il 1° Gruppo abbandonò di fatto le strutture appartenenti all’Aeronautica Militare e venne trasferito nelle infrastrutture del nuovo eliporto, ufficialmente rinominato “MARISTAELI Catania”. Gli elicotteri in dotazione alla MARISTAELI erano rappresentati da AB-47G, AB-47J, AB-47J3, SH-34G ed SH-34. Due esemplari di quest’ultima versione furono imbarcati, nel mese di giugno di quell’anno, sull’Incrociatore portaelicotteri Andrea Doria.

Il 31 ottobre 1964 una tromba d’aria colpì MARISTAELI Catania, distruggendo quasi completamente la flotta degli elicotteri SH 34 Solo due di essi rimasero integri poiché imbarcati in quel momento sull’Incrociatore portaelicotteri Andrea Doria.

Nel dicembre del 1967 un distaccamento del Gruppo venne rischierato a Luni, dove dal settembre precedente erano iniziati i lavori di costruzione della nuova Stazione elicotteri di MARISTAELI Luni.

Nel 1969, presso MARISTAELI Catania, la Marina Militare iniziò ad acquisire i più moderni SH-3D Sea King, destinati ad essere operati anche dal 1° Gruppo Elicotteri. Per questa ragione, buona parte degli AB-47G e AB-47J impiegati da GRUPELICOT 1 vennero ceduti al neocostituito 5° Gruppo Elicotteri, presso la nuova Stazione Elicotteri di Luni.

Il 28 giugno 1970 il 1° Gruppo ricevette la Bandiera di combattimento, trasferendosi definitivamente a Luni nel 1971 con i suoi ultimi tre SH-34. A partire dal 13 maggio dello stesso anno, iniziò l’acquisizione dei primi SH-3D Sea King. Entro la fine dello stesso anno, GRUPELICOT 1 sarebbe diventato operativo sui nuovi aeromobili.

Gli ultimi SH-34 vennero dismessi nel 1979; nel 1985 gli SH-3D del 1° Gruppo costituirono la prima componente di volo imbarcata sull’Incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi, nuova ammiraglia della flotta della Marina Militare.

ll 19 marzo 2001 la Marina acquisì il primo SH-101A, elicottero multiruolo sviluppato grazie ad una joint venture tra l’italiana Agusta e la britannica Westland, rappresentando – al momento dell’acquisizione – il mezzo più avanzato e moderno disponibile sul mercato. Nel 2002 il nuovo elicottero venne assegnato al 1° Gruppo per sostituire gli SH-3D, che cominciarono ad essere progressivamente dismessi.

Iniziò quindi la fase di valutazione operativa dei nuovi elicotteri SH-101A, assegnati al 1° Gruppo Elicotteri, nonché l’attività di addestramento dei relativi equipaggi. Data la complessità delle problematiche connesse all’entrata in servizio di una macchina con apparecchiature e strumentazioni di nuova generazione, lo Stato Maggiore della Marina creò il Gruppo di Lavoro EH-101, a cui affidare il compito di valutare le prestazioni e le capacità del nuovo elicottero. L’obiettivo del Gruppo di Lavoro era quello di elaborare proposte di modifica alle pertinenti strutture operative a terra e a bordo, alla dottrina d’impiego, all’organizzazione operativa e logistica ed alle procedure di addestramento.

Il nuovo mezzo ad ala rotante era disponibile nelle seguenti varianti:

  • Maritime Patrol Helicopter (MPH) per operazioni di sorveglianza e contrasto alle Unità di superficie e subacquee (attività ASW/ASuW);
  • Helicopter Early Warning (HEW) per operazioni di sorveglianza aerea e di superficie a grande distanza o di supporto alla componente aerotattica imbarcata;
  • Amphibious Support Helicopter (ASH) e Utility (UTY)per il supporto alle Operazioni Speciali, il trasporto tattico di truppe, mezzi e materiali, nonché per l’evacuazione medico-sanitaria di personale militare e civile da teatri operativi o aree calamitate.

L’aeromobile, che può raggiungere il peso massimo al decollo di oltre 14 tonnellate, è propulso da 3 turbine General Electric T700/T6A che ne permettono una velocità massima di 150 KTS. L’autonomia può essere spinta a circa 5 ore e l’equipaggio è formato da 2 Piloti e 2 Operatori di sistema.

Le caratteristiche peculiari di questa macchina ben si adattano ad essere utilizzato a supporto di truppe che hanno la necessità di imbarcare ingenti quantità di materiale e personale per garantire le attività di assalto dal mare su terra.

Gli MH-101A correntemente impiegate presso il Primo Gruppo Elicotteri posso essere riconfigurate a seconda della tipologia di missione assegnata agli equipaggi. Per questa ragione, sono aeromobili estremamente versatili e rappresentano uno strumento con elevata flessibilità d’impiego. 

Ad esempio, consentono di imbarcare fino a 33 fucilieri della Brigata Marina San Marco oppure operatori delle Forze Speciali. Vi è inoltre la possibilità di imbarcare mezzi gommati, grazie alla presenza di una rampa di carico, e di trasportare materiale fino ad un volume massimo di 16 m3.

In configurazione MEDEVAC possono essere installate fino a 16 barelle per il trasporto di feriti, lasciando al contempo lo spazio necessario al personale sanitario per fornire supporto medico durante il trasporto.

Anche l’MH-101A, come gli altri mezzi ad ala rotante dell’Aviazione Navale, ha la capacità di ripiegare il trave di coda e le pale del rotore principale.

La procedura è gestita interamente da un computer attraverso un sofisticato sistema di attuatori elettro-idraulici. Una volta ripiegato, l’aeromobile presenta degli ingombri compatibili con lo stivaggio all’interno degli hangar della maggior parte delle unità navali.

I compiti istituzionali del 1° Gruppo Elicotteri sono quelli di garantire la prontezza operativa dei mezzi aerei e del personale per tutte le esigenze operative e addestrative della Forza Armata.

Peculiarità di GRUPELICOT 1 è l’addestramento Eliassalto degli Equipaggi di Volo che lo compongono, specializzati nello svolgimento di missioni di supporto alle Forze Speciali italiane e alleate, tra cui gli incursori del COMSUBIN (Comando Subacquei ed Incursori) e alla Brigata Marina San Marco, nonché all’addestramento al Combat Search and Rescue. Similmente a quanto avviene per tutti gli assetti della Marina Militare, anche gli uomini e i mezzi del 1° Gruppo vengono utilizzati secondo il principio del Dual Use; ovvero oltre che per scopi specificatamente militari anche a supporto di esigenze proprie dell’ambito civile.

Numerose sono state in tal senso le missioni che hanno caratterizzato il 1° Gruppo Elicotteri nei principali teatri operativi e a supporto della Protezione Civile, in aiuto alle popolazioni colpite da calamità – come ad esempio terremoti o alluvioni. Solo alcuni dei contesti che ne hanno visto l’impiego sono l’alluvione in Piemonte nel 2000, il terremoto in Abruzzo nel 2009 e il terremoto ad Haiti nel 2010. Il 1° Gruppo garantisce anche missioni di ricerca e soccorso (SAR), per il salvataggio di persone da situazione di pericolo, tanto in mare quanto in ambiente montano.

Attualmente il 1° Gruppo è organizzato in Servizi, Reparti e singoli Uffici.

In particolare, il Servizio Operazioni è costituito da Ufficiali Piloti e Sottufficiali Operatori di Volo che gestiscono tutta la parte operativa di preparazione e conduzione di una missione assegnata: dall’addestramento del personale, alla pianificazione ed esecuzione delle attività.

L’altra importante parte del 1° Gruppo è rappresentata dal Servizio Tecnico che cura e garantisce il mantenimento in efficienza degli aeromobili. L’attività di manutenzione include ispezioni calendariali, riparazioni ordinarie e straordinarie, manutenzioni e messa in linea degli elicotteri. Il loro obiettivo è rendere gli aeromobili pronti per l’impiego operativo e addestrativo, a seconda delle esigenze del Servizio Operazioni.

FORMAZIONE DEGLI UFFICIALI SPECIALISTI

Per diventare Ufficiale tecnico specialista di aeromobili, il personale viene selezionato tramite concorso interno. Da quel momento in poi i candidati seguono un iter sviluppato presso l’Ufficio Corsi di MARISTAELI Catania.

La parte teorica riguarda l’acquisizione di competenze, ad esempio, nel campo dell’aerodinamica, degli impianti elettrici ed idraulici presenti sugli elicotteri.

Al termine del percorso il candidato sosterrà un esame finale per conseguire il brevetto di Specialista di Elicotteri.

Nella fase successiva gli Ufficiali Specialisti vengono destinati ai Gruppi Volo delle tre Basi, in base al tipo di elicottero sul quale hanno conseguito la specializzazione.

ADDESTRAMENTO E FORMAZIONE DEGLI EQUIPAGGI DI VOLO: I PILOTI ELICOTTERISTI

Il percorso formativo del personale Pilota della Marina Militare segue un iter estremamente selettivo.

I candidati piloti possono provenire alternativamente Accademia Navale di Livorno oppure dal concorso per Ufficiali Piloti di Complemento.

Nel primo caso il candidato Pilota è un Ufficiale del Corpo dello Stato Maggiore. Gli Ufficiali del Corpo dello Stato Maggiore che hanno completato il corso in Accademia Navale sono coloro che andranno a ricoprire incarichi di Comando e non sono necessariamente avviati a diventare piloti. Al termine del quinquennio formativo in Accademia ad ogni frequentatore verrà assegnata un’abilitazione. Il frequentatore esprimerà una preferenza ma sarà poi il Comando a stabilirne l’assegnazione in base alle caratteristiche e all’attitudine dimostrata nel corso degli anni di studio.

Tra le abilitazioni conseguibili, vi è quella di Pilota di Marina. Dal momento in cui il candidato risulta idoneo ad entrare nel personale navigante, affronterà il corso Pre flight presso l’Accademia Navale dove verrà preparato da un punto di vista teorico e fisico ad affrontare il corso che sarà effettuato presso le Scuole di Volo della U.S. Navy. La prima fase si svolge a NAS Pensacola e a Whiting Field (FL)ed è comune sia ai Piloti di elicotteri che di jet. Inizialmente l’addestramento avviene su velivoli ad ala fissa (T6-Texan II).

Superata la prima fase i percorsi addestrativi si differenziano. I piloti di jet proseguiranno l’addestramento su T45 e successivamente su AV8B+, mentre i piloti di elicottero proseguiranno su bimotore ad ala fissa (T44 A) e poi su elicottero TH-57 (Bell 206).

Nel secondo caso l’Ufficiale Pilota proviene dal ruolo del Complemento. Risultando idoneo ad un concorso bandito dalla Marina Militare entrerà così nella Forza Armata seguendo un indottrinamento più breve rispetto a quello degli Ufficiali Piloti provenienti dall’Accademia Navale.

I candidati seguiranno il corso Pre flight in Accademia e successivamente si recheranno negli Stati Uniti per seguire lo stesso iter dei piloti provenienti dall’Accademia.

L’addestramento presso le Scuole Volo americane ha una durata di circa due anni dopo i quali il personale che conseguirà il brevetto di Pilota militare di elicottero rientra in Italia. Il Pilota, una volta assegnato ad un Gruppo Volo, inizia una prima fase di “passaggio macchina” frequentando un corso teorico sulla macchina su cui dovrà volare (SH-90A/MH-90A, SH-101A/MH-101A, SH-212A/MH-212B) che gli fornirà un indottrinamento sulle principali caratteristiche dell’aeromobile. Il corso si svolge presso MARISTAELI Catania e viene denominato “Ground School”.

Nella fase successiva, il Pilota torna al Gruppo Volo al quale è stato assegnato dove inizierà l’iter addestrativo pratico finalizzato al raggiungimento della qualifica Limited Combat Ready basica. Il Pilota acquisisce così la capacità di condotta basica e “ognitempo” (Visual Flight Rules e Instrument Flight Rules) dell’elicottero.

Successivamente, il Pilota segue un iter addestrativo specifico per conseguire la qualifica Limited Combat Ready “di caratteristica” nell’Eliassalto Navale o nella lotta Antinave/Antisommergibile (ASW/ASuW), acquisendo, altresì, la capacità di operare da terra o a bordo di unità navali, in ogni condizione, con l’ausilio dei visori notturni NVG e nei differenti scenari d’impiego che si possono presentare.

Da questo momento in poi il Pilota inizia un intenso percorso addestrativo e operativo nell’ambito della Squadra Navale che gli permetterà di acquisire l’ambita qualifica Combat Ready. Questa rappresenta la qualifica massima nell’ambito della quale il Pilota può essere impiegato in qualsiasi tipo di scenario.

 

5° GRUPPO ELICOTTERI

Il 5° Gruppo Elicotteri è stato il primo Gruppo operativo della Base, costituito il 1° novembre 1969, con funzioni di supporto tecnico e logistico a favore degli elicotteri imbarcati sulle unità navali della base navale di La Spezia. Gli elicotteri che nel tempo vennero assegnati al Gruppo furono: AB-47J cui seguirono AB-47G, AB-47J3 e SH-34J Sea Bat ceduti dal 1° Gruppo Elicotteri che in quel periodo operava dalla Base di MARISTAELI Catania Fontanarossa. L’arrivo dei Sea Bat sancì l’inizio della collaborazione con il COMSUBIN e con il Battaglione San Marco.

Dal 1971 il Gruppo venne dotato di elicotteri AB-204 AS e a partire dal 1976 arrivarono i primi AB-212 che progressivamente sostituirono tutti gli elicotteri precedenti. Fin dalla sua costituzione il 5° Gruppo è stato impegnato in ruoli di primaria importanza quali la lotta antisommergibile ed antinave, la sorveglianza delle unità navali appartenenti a Paesi del Blocco Sovietico durante la Guerra Fredda, per poi, a partire dall’inizio degli anni Novanta, essere impegnato con le missioni nel Golfo Persico, Somalia, Iugoslavia, Albania, Libano, Afghanistan; ha soddisfatto al contempo le innumerevoli richieste di intervento a favore della Protezione Civile.

Nel 2000 è stato costituito presso il Gruppo un nucleo di piloti ed operatori addestrati per le operazioni di supporto alle Forze speciali e per tale impiego la Marina ha sviluppato una configurazione particolare degli aeromobili in dotazione, idonei all’impiego di visori notturni NVG.

Il 15 giugno 2011 il 5° Gruppo Elicotteri ha ricevuto il primo esemplare di SH-90A (numero fiancata aeromobile 3-04). L’introduzione dell’SH-90A ha rappresentato una svolta epocale nel settore elicotteristico della Forza Armata, mirato ad assicurare l’interoperabilità della flotta con quelle delle Marine alleate più avanzate e a mantenere gli elevati standard richiesti dalla NATO.

Il nuovo elicottero, presente nelle due versioni SH-90A (ASW/ ASuW) e MH-90A (Eliassalto Marittimo), del peso massimo di undici tonnellate, primo elicottero dotato di logica comandi di volo tipo fly-by-wire, è propulso da due motori General Electric T700-GE-T6E1; si sostituisce, quale “pilastro portante” dell’Aviazione Navale, al “glorioso” AB-212 ASW.

L’elicottero, nelle versioni in dotazione alla Marina Militare Italiana, può trasportare, a seconda della configurazione, fino a 14 soldati completamente equipaggiati ed è impiegabile in missioni di lotta di superficie e sotto la superficie (ASW/ASuW), sorveglianza marittima ed Eliassalto marittimo in supporto alle forze anfibie e speciali della Marina. Caratterizzato da elevata versatilità di configurazione e altrettanta efficace flessibilità d’impiego, può essere sfruttato anche per missioni di Search and Rescue (SAR), MEDEVAC e CASEVAC, imbarcando personale sanitario specializzato.

Le peculiari soluzioni tecniche adottate per la versione navale in dotazione alla Marina Militare Italiana, nello specifico il sistema di ripiegamento pale rotore principale e pilone di coda ed il sistema Deck Lock, lo rendono impiegabile da bordo delle Unità Navali, anche in condizioni meteo-marine sfavorevoli permettendone il ricovero anche in Hangar di ridotte dimensioni.

Il 23 gennaio 2017, il 5° Gruppo Elicotteri ha ricevuto il primo elicottero per missioni di trasporto tattico MH-90A.

L’MH-90A, denominazione assegnata a questa particolare variante dell’elicottero NH-90, racchiude le caratteristiche più importanti della versione navale, quali il carrello e il rotore ottimizzati per l’impiego a bordo delle Unità della Squadra Navale, e di quella terrestre, come la rampa posteriore e l’equipaggiamento di missione.

La nuova versione MH-90A è stata specificatamente progettata per il supporto alle operazioni di Comsubin e della Brigata Marina San Marco, pur mantenendo tutte le capacità di impiego multiruolo e duale, tipiche di tutti i mezzi della Marina. La proiezione dell’immagine del sensore FLIR di Pilotaggio e dei dati di volo e di missione, integrati con i Visori Notturni (NVG-ITT) direttamente sulla visiera del casco Pilota (HMSD), lo rendono particolarmente idoneo al volo tattico a bassa e bassissima quota.

Il 5° Gruppo con il proprio reparto Eliassalto concorre al supporto delle operazioni speciali ed anfibie in supporto del Gruppo Operativo Incursori e della Brigata San Marco, nonché delle altre Forze Armate estendendo le attività di cooperazione a livello Joint (Esercito, Aeronautica e Carabinieri).

I compiti del 5° Gruppo Elicotteri possono essere quindi così riassunti:

  • Supporto alle operazioni navali in teatri nazionali ed internazionali;
  • Supporto alle Operazioni Speciali;
  • Supporto alle operazioni e attività di protezione civile;
  • Search and Rescue.

Negli ultimi anni, il 5° Gruppo è stato coinvolto, a bordo delle Unità navali della Marina Militare, nella missione SOPHIA e Mare Sicuro per la sicurezza nel Canale di Sicilia, la protezione e sicurezza dei motopesca nazionali e delle piattaforme petrolifere in alto mare.

CENTRO SIMULAZIONE DI MISSIONE PER SH-101A O FULL CREW MISSION SIMULATOR (FCMS)

La struttura del FCMS è stata realizzata tra il 2008 e il 2011 per poi essere inaugurata a marzo 2012. Il simulatore sviluppato da Agusta Westland (ora Leonardo Helicopters) con il supporto della ditta canadese CAE, leader nel settore, consente di replicare in maniera del tutto fedele non solo la condotta di volo e tutte le emergenze e/o malfunzionamenti del velivolo, ma soprattutto di ricreare tutti gli scenari di missione in cui gli equipaggi devono operare, quali SAR, Assalto Anfibio, lotta Antisommergibile etc… Esso quindi è da considerarsi uno strumento essenziale nella formazione addestrativa del Pilota e del mantenimento delle capacità operative dell’intero equipaggio.

Possono essere simulate molteplici condizioni di addestramento, basico e avanzato, in tutte le situazioni meteo-ambientali. Inoltre, il simulatore oltre a garantire un significativo risparmio economico, consente una maggiore disponibilità degli elicotteri per essere impiegati in operazioni o esercitazioni reali.

Il sistema è costituito da due moduli situati in zone differenti dell’edificio che li ospita: il Full Mission Flight Simulator, dove si addestrano i piloti, e che riproduce fedelmente il cockpit dell’elicottero

e il Rear Crew Trainer, per addestrare gli operatori di volo nell’utilizzo di tutti i sistemi tattici, di sensori e di armi dell’elicottero. I due moduli possono funzionare in modo indipendente, per permettere a ciascun equipaggio di addestrarsi in missioni con profili specifici, oppure in maniera congiunta per consentire l’addestramento dell’equipaggio completo in una missione.

REAR CREW TREINER MARISTAEL LUNI

Poiché il simulatore FCMS è di tipo statico e non “Full Motion” le ore di volo svolte dai piloti non sono completamente equiparate ad ore di volo reale (la ratio è 1:2) mentre lo sono per il tipo di volo strumentale (piloti) e per gli operatori di volo per i quali ogni ora di volo effettuata al simulatore equivale ad un’ora di volo reale.

Il sistema dispone di un apparato “visual” che, grazie alla presenza di otto proiettori basati su tecnologia Liquid Crystal on Silicon (LCoS) con un campo visivo di 220° x 60°, è in grado di restituire un’eccellente verosimiglianza virtuale del mondo esterno. Le mappe utilizzate risultano essere eccezionalmente dettagliate soprattutto nella zona di Catania e Grottaglie in particolare e più in generale dell’Italia meridionale. Comunque, il simulatore permette all’equipaggio di addestrarsi con qualsiasi condizione meteo, in ogni parte del mondo e nell’arco temporale diurno e notturno anche con i visori notturni NVG. Possibilità quest’ultima molto importante e dal grande valore addestrativo.

Nella struttura troviamo anche una sala briefing e una stazione di controllo denominata Instructor Operating Station (IOS) oltre a locali tecnici. Tra questi ultimi, il più importante è quello che garantisce la refrigerazione e la climatizzazione dell’ambiente del simulatore il quale funziona entro un determinato intervallo di temperatura.

Dal locale IOS i tecnici iniettano gli scenari di volo all’equipaggio in addestramento come ad esempio missioni di Eliassalto Navale, supporto alle operazioni speciali, volo a bassa quota, missioni antinave e antisommergibile e missioni di soccorso.

È possibile emulare scenari complessi, con la presenza di altri cosiddetti “Players” come navi mercantili, navi militari, da diporto e sottomarini, come pure di elicotteri e “Players” terrestri con capacità di ingaggio missilistico o con armi da fuoco.

L’FCMS è l’unica struttura in Italia per l’addestramento sul SH-101A e pertanto rappresenta un’eccellenza nell’ambito addestrativo la cui introduzione ha portato notevoli vantaggi alla Marina grazie alla possibilità di garantire un livello di addestramento avanzato per gli equipaggi.

 

CENTRO SPERIMENTALE AEROMARITTIMO

Costituito il 1° gennaio 2006, il Centro Sperimentale Aeromarittimo (C.S.A.) rappresenta l’evoluzione del preesistente “Gruppo di Lavoro EH101” nato nel 1996 per curarne l’introduzione in servizio.

La sede è presso la Stazione Elicotteri di Luni, dipende dal Capo del 2° Ufficio del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina.

Il Centro è incaricato di condurre le attività di studio e valutazione operativa degli elicotteri e dei loro sistemi per lo specifico impiego marittimo degli aeromobili della F.A.

Il C.S.A. esplica la sua attività con le seguenti funzioni:

  • partecipazione ai gruppi di lavoro nazionali/internazionali per lo sviluppo, la standardizzazione e lo scambio di informazioni sugli aeromobili “navali” e relativi materiali;
  • pianificazione ed esecuzione dell’attività volta a definire i limiti di impiego degli aeromobili a bordo delle Unità della Squadra Navale (Ship – Helicopter Operation Limitation – SHOL);
  • elaborazione dei requisiti operativi per i nuovi aeromobili/sistemi imbarcati;
  • pianificazione ed effettuazione della valutazione operativa dei nuovi aeromobili/sistemi, al fine di verificarne/determinarne l’efficacia e la rispondenza ai requisiti operativi;
  • conduzione di attività di studio e verifica/valutazione tecnico-operativa dei sistemi di autoprotezione e di G.E. imbarcati sugli elicotteri della F.A.;
  • conduzione delle campagne di validazione/ottimizzazione in poligono dei programmi di lancio contromisure per gli elicotteri della F.A.;

Le sue peculiari competenze ed i risultati da esso conseguiti, fanno del CSA uno strumento di rilevante valenza per il Reparto Aeromobili, nel quadro della gestione degli aeromobili della F.A e dello sviluppo dei nuovi programmi.

Principali Attività svolte

Supporto per le attività di integrazione del Missile Marte MK 2\S su EH-101;

Supporto per le attività di integrazione Radar Early Warning (HEW) su EH-101;

Verifica dell’integrazione e valutazione Sonar Helras;

Valutazione tecnico/operativa sistemi per trasmissione/ricezione dati provenienti da sensori di bordo (Video Data Link);

Valutazione qualitativa del Sistema di Pianificazione/Analisi Missione (MPAS) per SH 101A;

Campagne di validazione/ottimizzazione sistemi di autoprotezione (Chaff/Flares);

Supporto per le attività di integrazione del siluro MU-90 su SH-90A.

Attività in Corso:

  • studio e sviluppo di nuovi Requisiti Operativi (con particolare riferimento al nuovo elicottero NLUH – Naval Light Utility Helicopter SH-169);
  • pianificazione ed esecuzione di Valutazioni Operative di nuovi aeromobili e sistemi d’arma o sensori (l’ultima è stata condotta su MH-90A);
  • conduzione di voli di accettazione ambito Collaudi di produzione (gli ultimi su SH-90A e MH-90);
  • partecipazione a Forum e Gruppi di Lavoro internazionali (con particolare riferimento al campo della sperimentazione aeronavale);
  • collaborazione con la facoltà di ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano;
  • supporto all’Ufficio di Programma NH-90 NAHEMA, per la valutazione dei nuovi documenti e procedure, e aggiornamento elicottero;
  • sviluppo delle nuove Unità Navali italiane ed estere (i.e. Algeria e Qatar) e aggiornamento delle Navi in servizio nella Flotta, per quanto attiene il settore del volo (ponte di volo, hangar, Flyco, etc.);
  • pianificazione ed esecuzione di voli per la definizione degli inviluppi sulle Unità Navali (Dynamic Interface – DI e Ship Helicopter Operational Limitations – SHOL);
  • studi e supporto operativo alla Guerra Elettronica.

CENTRO ADDESTRAMENTO AMMARAGGIO FORZATO (HELO DUNKER)

MARISTAELI Luni è sede del Centro Addestramento Ammaraggio Forzato, vera e propria eccellenza nell’addestramento degli equipaggi di volo. Il sistema, denominato Helo Dunker è oggi un’avveniristica struttura, divenuta tale dopo essere stata oggetto di un profondo aggiornamento strutturale e tecnologico durato più di un anno.

In particolare, l’aggiornamento del sistema è stato realizzato dalla Survival System Limited, ditta canadese leader nella realizzazione di sistemi di simulazione di uscita da aeromobili ammarati. Nel caso specifico, si tratta di un Modular Egress Training Simulators (METS®) la cui introduzione ha apportato migliorie estremamente significative.

helo dunker maristaeli luni

L’aggiornamento del sistema ha riguardato la struttura carro-ponte unitamente alla cabina che ora è riconfigurabile in maniera differente e per diverse tipologie di elicotteri.

Può essere configurato come AW-139, SH-90A e MH-101A, sia per la parte esterna quindi finestrini e uscite di sicurezza, sia nella parte interna con sedili, console e armi similari a quelle degli specifici elicotteri.

La possibilità di riconfigurazione è valida per le diverse versioni degli elicotteri; siano essi da trasporto, eliassalto e antisom (ASW/ASuW), con la possibilità di addestrare gli equipaggi su ciò che realmente troveranno quando andranno in volo

L’innovazione tecnologica ha prodotto una macchina completamente diversa dalla precedente e per questo motivo è richiesta una maggiore manutenzione e nuove capacità professionali oltre a una maggiore presenza di personale per il funzionamento della struttura.

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Il nuovo Helo Dunker rappresenta un cambiamento epocale sulla tipologia di addestramento che ora gli equipaggi di volo possono svolgere. Infatti, fuoriuscire da una cabina sott’acqua spostando sedili, aprire finestrini e spostare il collettivo, è molto diverso rispetto alla fuoriuscita dal mero guscio del precedente Helo Dunker, sebbene piuttosto simile alla cabina di un elicottero, ove si era vincolati ad un unico seggiolino.

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La prima versione dell’Helo Dunker è oggi posta come Gate Guardian alla struttura.

L’Helo Dunker attuale quindi permette un addestramento mirato sugli equipaggi rispetto alle qualifiche possedute, in particolar modo per quanto attiene a 1° e 5° Grupelicot e Guardia Costiera.

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Inoltre, nell’Helo Dunker può essere addestrato anche il personale che opera al verricello o che utilizza le armi e che normalmente non è vincolato ad un sedile grazie alla possibilità di implementare dispositivi similari a quelli installati negli elicotteri.

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Per quanto riguarda l’armamento, esso è costituito dalle mitragliatrici MG 42 e M134 Dillon; in questo modo possono essere testate sott’acqua quelle che sono le problematiche di un Operatore che ha la necessità di svincolarsi durante l’ammaraggio.

Molto interessante è la possibilità di testare nuovi materiali oltre ad addestrare il personale in tutte le condizioni di luce e temperatura.

Per quanto riguarda l’addestramento del personale possiamo individuare due fasi ben distinte; la prima nella quale dev’essere raggiunta l’abilitazione attraverso un corso della durata di 4 giorni nei quali gli equipaggi si addestrano ad uscire dalla cabina con e senza l’ausilio dell’A.R.E.V. (autorespiratore).

La seconda fase, con cadenza annuale, in cui gli equipaggi di volo ripetono l’addestramento. Questa volta il corso si sviluppa su due giorni, nei quali il personale segue una parte teorica e poi pratica nella piscina dell’Helo Dunker.

Altro aspetto estremamente importante del nuovo Helo Dunker è costituito da una sorta di “Dual Use” addestrativo. Infatti, la possibilità di configurare la cabina come AW-139, costituisce un valore aggiunto poiché permette di erogare corsi a personale che impiega tale elicottero, civile di altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, il quale usufruisce della professionalità degli istruttori del Centro, riconosciuta e consolidata da anni di esperienza.

Inoltre, durate queste fasi addestrative svolte con altre realtà si instaura un travaso esperienziale di notevole importanza.

Infine, dato che l’Helo Dunker è un sistema in continua evoluzione, per il futuro sono allo studio miglioramenti della struttura che prevederanno l’implementazione di onde, suoni e vento finalizzati ad un miglioramento costante nel rendere più realistico l’addestramento degli equipaggi.

ATTIVITÀ ADDESTRATIVA

Nell’ambito delle attività addestrative che i due Gruppi Volo svolgono quotidianamente, ho avuto l’opportunità di partecipare a due differenti momenti che mi hanno permesso di apprezzare l’attività a terra e poi in volo.

Per quanto riguarda le attività a terra la giornata di addestramento per gli equipaggi di MH-101A e SH-90A era focalizzata sull’ Eliassalto Navale per il quale ho avuto la possibilità di riprendere solamente le fasi di decollo e atterraggio e successiva procedura di lavaggio post-missione.

Invece l’attività addestrativa in volo alla quale ho partecipato ha visto coinvolti 3 elicotteri; 2 SH-90A del 5° Gruppo e un MH-101A del 1°Gruppo per una esercitazione di volo basico e pattugliamento costiero che si è svolta nella zona delle Cinque Terre.

L’inizio dell’attività e stata preceduta da un accurato e approfondito briefing al quale hanno partecipato i componenti dei tre equipaggi di volo in esercitazione.

Sono stati toccati e approfonditi tutti gli aspetti, ad iniziare dalle possibili emergenze fino ad analizzare la tipologia di missione in ogni dettaglio.

L’accurata pianificazione in fase di briefing è molto importante affinché gli equipaggi possano rispondere efficacemente ad eventuali imprevisti.

Arriva così il momento di recarsi agli elicotteri per le necessarie operazioni prevolo; il mio posto è a bordo di uno dei 2 SH-90A.

Decolliamo per primi per dirigerci verso sud rispetto a MARISTAELI Luni, dove attendiamo la formazione mista (SH-90A ed MH-101A) che a distanza di alcuni minuti ci sfila davanti. Sempre in formazione ci dirigiamo quindi verso il Golfo della Spezia.

Sorvoliamo la porzione di mare antistante la Base Navale per poi virare ad Ovest verso quella che è la zona panoramicamente più affascinate della Liguria: le Cinque Terre.

Ci dirigiamo verso Riomaggiore, Vernazza e Monterosso per poi tornare a Monterosso, zona principale di esercitazione.

Gli elicotteri, prevalentemente in formazione, hanno effettato alcune manovre di separazione e ricongiungimento oltre a posizionarsi in hovering (anche a bassa quota) di fronte a Riomaggiore.

Vi è stata anche la possibilità di osservare l’Operatore di bordo operare ai comandi della console, intento a monitorare la rotta e il posizionamento degli altri elicotteri e tracciare le Unità mercantili in area.

Prima di concludere l’attività c’è ancora il tempo per osservare l’SH-90A e l’MH-101 in formazione stretta impegnati in alcune virate prima di dirigersi verso la Base.

L’atterraggio e il successivo lavaggio post-missione dell’elicottero concludono di fatto l’esercitazione.

CONCLUSIONI

La panoramica su MARISTAELI Luni-Sarzana, arricchita dall’esperienza in volo con assetti del 1°e 5° Gruppo Elicotteri, ha sicuramente evidenziato alcuni aspetti meritevoli di attenzione. Innanzitutto, la Stazione Elicotteri, come abbiamo visto, rappresenta sicuramente un centro di eccellenza nel settore addestrativo. La vicinanza alla Ditta Leonardo, la pone come prima interfaccia nell’ambito delle novità, non solo elicotteristiche, della Marina Militare.

L’elevatissimo standard professionale raggiunto da tutto il personale della Base non solo è apparso evidente, ma è anche stato riconosciuto e apprezzato in ogni teatro nel quale è stato chiamato ad intervenire.

Infine, per quanto riguarda l’attività di volo, uno degli aspetti che più mi hanno colpito è rappresentato dal Crew Resource Management; ovvero la capacità di interazione sinergica tra Pilota, co-Pilota e operatori di volo affinché ognuno di loro possa esprimere al massimo le proprie competenze.

RINGRAZIAMENTI

In conclusione, desidero ringraziare l’UPICOM dello Stato Maggiore della Marina Militare; il Comandante della Stazione Elicotteri di Luni-Sarzana per l’accoglienza, i Comandanti del 1° e 5° Gruppo Elicotteri e del C.S.A. per la disponibilità; tutto il personale della Base in particolare, piloti, operatori di volo e specialisti per la proficua collaborazione; C.F. D. Fossati, per il costante supporto durante tutte le fasi di realizzazione dell’articolo.

 

Per il resoconto fotografico completo: QUI

Testo e immagini: Stefano