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70° STORMO AERONAUTICA MILITARE – DOVE LE GIOVANI AQUILE SPICCANO IL VOLO

Posted On agosto 1, 2017 at 12:07 pm by / No Comments

Il resoconto sul 70° Stormo dell’Aeronautica Militare Italiana è il primo dei tre dedicati alla Scuole Volo della Forza Armata; qui i candidati che concorrono per il ruolo naviganti nell’ambito del nuovo iter formativo IPTS 2020 (Integrated Pilot Training System), spiccheranno il volo.

Vediamo con quali modalità.

CENNI STORICI

Nel 1938 l’aeroporto di Littoria, oggi Latina, venne inaugurato e intitolato alla memoria del Cap.Pil. Enrico Comani, Medaglia d’Oro al Valor Aeronautico, protagonista di una epica trasvolata di 7000 chilometri senza scalo che lo portò dalla Spagna all’America Latina.

Nella zona della Pianura Pontina erano presenti in quegli anni altri Campi Volo, ovvero Terracina, Cisterna e Sezze Romano che per varie vicissitudini vennero chiusi tra il 1941 e il 1944.

Nel 1939 venne trasferita sull’aeroporto di Littoria la Scuola Volo Senza Visibilità (S.V.S.V.) che utilizzava velivoli SM 79 “Sparviero” e SM 81 “Pipistrello” Lo scopo della S.V.S.V. era quello di qualificare piloti e specialisti della Regia Aeronautica al volo notturno e in condizioni meteo avverse.

Durante il secondo conflitto mondiale la Scuola perse la sua vocazione istituzionale per lasciare il posto a diversi reparti che si alternarono su di essa in conseguenza degli eventi bellici.

Arriviamo così al 1950, anno nel quale lo Stato Maggiore dell’Aeronautica inserì Latina tra i sedimi da rimetter in uso.

Con la costituzione del Centro Tecnico Addestrativo – Difesa Aerea di Territorio (C.T.A. D.A.T) nel 1951 ovvero una Scuola specializzata in apparecchiature di difesa aerea e radar, Latina recupera il suo compito istituzionale.

Nel 1955 accolse la Scuola Istruzione Equipaggi (S.I.E) originariamente a Frosinone; contestualmente fu costituito il 207° Gruppo Volo con alle dipendenze la 427^ e 438^ Squadriglia Volo.

Successivamente la Scuola cambiò la propria denominazione in Scuola Addestramento su Plurimotori (S.AP.) su velivoli Beechcraft C.45, Douglas C.47 Dakota e C.53.

Nel 1962 assunse la denominazione di Scuola di Volo Basico Avanzato Elica (S.V.B.A.E.) e venne dotata di nuovi velivoli Piaggio P166M.

Dal 1969 al 1972 presso il 207° Gruppo Volo si aggiunsero la 406^ e 408^ Squadriglia Volo.

L’attività addestrativa venne svolta su Piaggio P.148 sostituiti in seguito, nel 1976, dal velivolo acrobatico SIAI Marchetti SF260AM.

Il 1 novembre 1985 la scuola assunse la denominazione attuale di 70° Stormo con compiti di selezione e addestramento di futuri piloti militari dell’Aeronautica Militare, di altre Forze Armate italiane ed estere, nonché Corpi Armati dello Stato.

Nel 2005 altre a ricorrere il 50°Anniversario dalla fondazione della Scuola, è anche l’anno in cui entra in linea volo l’Aermacchi SF260EA, versione avanzata dell’aereo precedente.

Nel marzo 2009 il 70° Stormo è stato intitolato alla memoria del M.O.V.M. Gen. S. A. Giulio Cesare Graziani.

Nel 2012 lo Stormo viene dotato di simulatori di volo per il velivolo Aermacchi SF260EA (T-260B).

Dal 2015 all’interno del 70° Stormo è in atto un profondo processo di crescita e ammodernamento volto a fornire un’offerta formativa di qualità assoluta e diretta anche a personale straniero.
Le Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare, dipendenti dal Comando Scuole A.M./3ª Regione Aerea avente sede a Bari hanno, infatti, posto in essere negli ultimi anni un processo di “internazionalizzazione” che sta loro consentendo di offrire la propria esperienza ed offerta formativa anche a cadetti provenienti da diverse nazioni estere.
Infine nel 2016 lo Stormo riceve il nuovo velivolo bimotore Tecnam P2006T, ribattezzato T-2006A.

IL 70° STORMO NELL’ITER ADDESTRATIVO IPTS 2020

“pro omnibus unus” … ovvero uno per tutti. E’ questo il motto della Scuola di Latina alla quale è affidato il cruciale e delicato compito di selezionare e formare non solo i futuri piloti militari per l’Aeronautica Militare ma anche per altre Forze Armate.

Vediamo quindi come si colloca il 70° Stormo all’interno del nuovo iter formativo denominato IPTS 2020.

 

Come evidenziato dal grafico le fasi per diventare pilota militare sono 3; il 70° Stormo si occupa della fase 1, della fase 3A (che vedremo nello specifico più avanti) e su richiesta occasionalmente della fase 2.

I candidati al ruolo naviganti giungono a Latina dopo aver superato una prima selezione costituita da un tirocinio psico-attitudinale svolto presso l’Accademia Aeronautica.

La Scuola provvede all’accertamento dell’attitudine al volo e dopo il superamento di una prima fase di un impegnativo percorso formativo, il candidato consegue il Brevetto di Pilota di Aeroplano (B.P.A.) su velivolo monomotore a elica T-260B: prima fondamentale tappa propedeutica al superamento del concorso in Aeronautica Militare.

Vera “fucina” di piloti è il 207° Gruppo Volo che grazie alla presenza di un collaudato ed qualificato Team di Piloti Istruttori provvede alla formazione pratica degli Allievi in stretta sinergia con il Gruppo Istruzione Professionale (G.I.P.) e il Gruppo Efficienza Aeromobili.

I candidati al ruolo naviganti approdano al 70° Stormo normalmente nel mese di settembre di ogni anno, dopo aver superato una fase concorsuale, test psicoattitudinali, prove fisiche e mediche che hanno come risultato finale una imponente scrematura; da circa 7000 candidati si arriva ad un ristretto gruppo di circa 50 unità.

A questo punto i candidati piloti affronteranno la Fase I superata la quale conseguiranno il Brevetto di Pilota di Aeroplano (B.PA.)

La Fase I è suddivisa a sua volta in tre moduli:

1°modulo: dopo un iniziale periodo di formazione teorica a terra della durata di circa 3 settimane, l’obiettivo che l’allievo sarà chiamato a conseguire riguarda l’iniziale familiarizzazione con il velivolo per quanto attiene principalmente a tutte le operazioni a terra ovvero ispezione del velivolo, messa in moto, rullaggio e per quanto riguarda il rientro in aeroporto, parcheggio e procedure di spegnimento oltre ad un iniziale approccio con il volo.

2°modulo: l’obiettivo di questo modulo riguarda l’attività di volo vera e propria. L’allievo acquisirà la capacità di svolgere manovre basiche come stalli, virate, volo lento con introduzione di alcune semplici manovre acrobatiche come looping, tonneau e sfogata. Inizia un primo approccio con gli atterraggi che per il momento non costituiscono obiettivo da raggiungere.

3°modulo: nell’ultimo modulo vi è un’importante integrazione di manovre acrobatiche come Split S, Barrel Roll, Otto cubano, il consolidamento della parte in volo, navigazione a vista e un focus specifico sugli atterraggi. Il superamento dell’esame finale e il successivo volo da solista non solo rappresentano per l’allievo la conclusione di questo primo percorso ma anche la consapevolezza dei propri mezzi.

Alla fine di ogni blocco gli istruttori esprimeranno una valutazione sull’allievo che non riguarderà solo il raggiungimento degli obiettivi prefissati ma anche l’aspetto comportamentale e di attitudine al volo al fine di evidenziarne le potenzialità; aspetto quest’ultimo di rilevante importanza per il nuovo iter addestrativo.
Il superamento di questa prima fase permetterà ai candidati di fregiarsi dell’aquila di pilota di aeroplano, tappa di fondamentale importanza per il prosieguo del percorso in Aeronautica Militare.
La Fase I, prevede anche l’addestramento su aliante presso l’aeroporto di Guidonia, ha una durata variabile da 30 a 90 giorni nei quali i candidati svolgeranno dalle 15 (nella migliore delle ipotesi) alle 18 sortite; la durata dipende anche dal numero di candidati, dalla disponibilità degli aerei e dalle condizioni meteorologiche.

Solo successivamente affrontando un impegnativo iter addestrativo conseguiranno il Brevetto di Pilota Militare e la laurea Magistrale presso l’Accademia Aeronautica.

 

Il 70° Stormo sovraintende anche alla fase addestrativa di mantenimento del Brevetto di Pilota Militare (B.P.M 1A e 1B) svolta sul velivolo T-260B, per consolidare gli elementi fondamentali del volo a vista, fornire una maggiore padronanza nello svolgimento delle manovre acrobatiche e nella gestione delle emergenze simulate nonché consolidare la capacità di navigazione VFR (Visual Flight Rules).

Al 70° Stormo è demandata anche la gestione dei corsi Istruttori di Volo per gli Ufficiali Piloti assegnati allo Stormo e dei corsi di abilitazione e mantenimento delle qualifiche sui velivoli assegnati allo Stormo.

La Fase II 

Dopo aver ottenuto il Brevetto di Pilota di Aeroplano, l’allievo viene indirizzato alla Fase II per il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare.

Questa fase riguarda l’addestramento basico al volo dove l’allievo, dopo la permanenza in Accademia, svolgerà la necessaria attività per proseguire il proprio addestramento. Le fasi 2 potranno svolgersi a Lecce su T-339A come pure sulle strutture estere quali le scuole di volo di Kalamata in Grecia e Sheppard in Texas su velivoli T-6 nell’ambito addestrativo ENJJPT (Euro-NATO Joint Jet Pilot Training Program) e JSUPT (Joint Specialized Undergraduate Pilot Training) oppure in casi particolari e su richiesta al 70° Stormo su velivolo T-260B.

Il corso ha una durata di circa 12 mesi durante i quali gli allievi vengono addestrati a condurre in completa autonomia missioni nelle forme di volo a vista, strumentale, formazione e navigazione VFR.

L’atto conclusivo di questa fase è costituito da un meeting al quale partecipano tutti gli istruttori.

Il tutto si concretizza in una valutazione dapprima oggettiva del singolo candidato basata su parametri ben precisi che consentono una misurazione e valutazione delle prestazioni fornite durante il percorso addestrativo, a terra e in volo, e poi soggettiva.

Questa duplice valutazione, indispensabile per la validazione del percorso svolto, è molto importante poiché l’allievo non viene valutato solo come pilota ma anche come ufficiale e come persona.

Il candidato quindi verrà indirizzato verso la linea volo più idonea (Track Selection) in base alle potenzialità espresse e alle esigenze della Forza Armata, ancorché non è ancora pilota militare. Questo rappresenta la vera e cruciale differenza rispetto al vecchio iter il quale prevedeva un percorso uguale per tutti fino al conseguimento del Brevetto di Pilota Militare e solo dopo l’assegnazione alle diverse linee.

A seguire, schematicamente riassunto ciò che avveniva prima dell’introduzione del IPST 2020.

Attualmente il completamento della fase II coincide con il percorso di “differenziazione degli iter addestrativi” che l’Aeronautica Militare ha introdotto da gennaio 2014 con lo scopo di ottimizzare il percorso formativo in funzione delle diverse linee d’impiego nonché quello di armonizzare, secondo criteri di costo-efficacia, l’addestramento per il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare.

La FASE III

In base alla nuova direttiva IPTS 2020 gli allievi che passano alla fase III hanno avuto l’assegnazione verso le linee volo in funzione delle esigenze Forza Armata e delle loro potenzialità.

In riferimento al diagramma visto in precedenza distinguiamo 4 linee (Track): Aerotattica (Fighter), Trasporti (Multi Crew), Elicotteri, RPA (Velivoli a Pilotaggio Remoto)

L’allievo destinato alle linee aerotattiche proseguirà il proprio addestramento a Lecce su FT-339C oppure a Sheppard su T-38 “Talon”. 

Per la linea Elicotteri la destinazione sarà il 72° Stormo di Frosinone dove l’addestramento sarà condotto inizialmente su elicottero TH-500.

La Track per i piloti assegnati alla linea aeromobili a pilotaggio remoto (APR) è costituita da un percorso addestrativo su FT-339C sovrapponibile a quello che svolgono gli allievi piloti assegnati alle linee aerotattiche. Il passaggio successivo presso la OCU (Operational Conversion Unit) consentirà loro la transizione su velivoli a pilotaggio remoto MQ-1 Predator A Plus e MQ-9 Predator B.

L’assegnazione alla linea Trasporti riconduce l’allievo pilota al 70° Stormo per lo svolgimento della Fase 3A dell’addestramento Multi Crew su velivolo Tecnam T-2006 di recente acquisizione e assegnazione. Tale attività formativa sarà propedeutica all’addestramento finale su velivolo plurimotore a elica Piaggio P-180 che sarà svolta presso il CAE Multi Crew di Pratica di Mare (Fase 3B).

La FASE IV
La Fase IV riguarda unicamente i piloti assegnati alle linee aerotattiche (Track Fighter) i quali svolgeranno un addestramento pre-operativo denominato Lead In Fighter Training (LIFT) su velivolo T-346 propedeutico per l’ultima fase dell’addestramento che avverrà presso le OCU (Operational Conversion Unit) relative alla linea di assegnazione definitiva.

VELIVOLI IN DOTAZIONE AL 70° STORMO

Presso il 70° Stormo sono presenti oggi 2 velivoli utilizzati per le diverse fasi di addestramento che abbiamo visto in precedenza.

La precedenza spetta senz’altro al SF-260, velivolo nato per l’aviazione civile ma che poi è stato acquisito dall’Aeronautica Militare per le ottime doti di maneggevolezza e di prestazioni che facevano parte dei requisiti che la forza armata cercava per poter formare e selezionare i futuri piloti dell’Aeronautica. La ricerca era volta ad un velivolo che avesse prestazioni diverse dal normale velivolo da diporto civile e che avesse caratteristiche acrobatiche e di manovrabilità tali da dare la possibilità all’allievo pilota di iniziare a prendere confidenza e a destreggiarsi nel volo e all’istruttore di comprenderne le potenzialità.

L’SF-260 si rivelò subito adatto alle richieste della Forza Armata grazie e soprattutto per le spiccate caratteristiche acrobatiche. 

L’Aeronautica Militare ha visto sostanzialmente due versioni del velivolo: la prima versione ovvero SF 260AM è stata acquisita dall’Aeronautica Militare nel 1976. La maneggevolezza e l’essenziale strumentazione di bordo ne hanno decretato subito il successo come addestratore basico di volo. Nel 2006 l’Aeronautica ha introdotto i primi velivoli della versione SF 260EA (Enhanced Aircraft) che hanno sostituito definitivamente la versione precedente nel 2009. Le migliorie più evidenti riguardano la parte avionica.

E’ stato introdotto il sistema GPS, sono state migliorate le comunicazioni, implementazione del sistema ILS per atterraggio strumentale e non ultima, l’introduzione del Locator Beacon, dispositivo che in caso di crash del velivolo ne consente la localizzazione.

Anche il propulsore ha subito alcune modifiche che hanno permesso al velivolo di mantenere le performance che aveva in origine.

La manutenzione del velivolo è affidata al Gruppo Efficienza Aeromobili. Il velivolo ha scadenze di manutenzione ogni di 100 ore di volo. Raggiunta tale scadenza il velivoli viene portato nell’Hangar di manutenzione e sottoposto ad una serie di verifiche previste dai manuali tecnici e riassunti in un C.I.P. (Certificato di Ispezione Periodica). Il velivolo viene ispezionato da u apposito team di manutenzione generalmente formato da due tecnici specialisti montatori, un motorista, un elettromeccanico e un avionico. Durante l’ispezione periodica il velivolo viene disassemblato nei suoi componenti principali, ispezionato e successivamente riassemblato. Al termine del riassemblggio vengono eseguite una serie di prove funzionali inizialmente per singola categoria dopodiché vengono eseguite prove funzionali complessive, allo scopo di verificarne la completa efficienza. Al termine dell’ispezione il velivolo viene collaudato in volo e in caso di esito favorevole il velivolo è nuovamente disponibile per l’attività di volo. Normalmente l’ispezione delle “100 ore” ha una durata variabile da 25 a 30 giorni lavorativi.

L’Ufficio Tecnico è l’articolazione del GEA a cui è devoluta la gestione della flotta in termini di verifica della corretta introduzione delle modifiche sul velivolo in accordo alle Norme della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità e nel contempo nella gestione del Piano di impiego dei velivoli “Scalamento”.

Questo lavoro è di fondamentale importanza e permette di concentrare i lavori di manutenzione affinché i velivoli rimangano fermi in hangar per il minor tempo possibile.

L’SF260EA ha una vita operativa di 10 anni o 3000 ore di volo. Quando raggiunge il primo di questi limiti l’aereo lascia la base di Latina e viene trasferito presso lo stabilimento Ditta Leonardo Divisione Velivoli di Venegono Superiore (VA). A questo punto viene eseguita un’ispezione denominata IRAN (Inspect and Repair As Necessary). L’aereo viene completamente smontato, sverniciato per controllare l’eventuale corrosione, approfonditamente ispezionato , riassemblato e collaudato. Questa fase dura 9 mesi circa.

TECNAM P 2006T

Il P2006T è un aeroplano quadriposto ad ala alta e carrello retrattile propulso da due motori Rotax 912 da 100 Hp ciascuno che consentono di raggiungere una velocità massima di 155 KTS e garantiscono una elevata autonomia. Il velivolo è dotato di autopilota e una strumentazione di bordo completamente digitale. E’ inoltre idoneo al volo strumentale ma la mancanza di un sistema anti-ghiaccio ne limita il volo in condizioni meteorologiche avverse.

 

L’acquisizione del velivolo Tecnam da parte dell’Aeronautica Militare va valutato in un’ottica di ottimizzazione dell’addestramento dei futuri piloti militari. Infatti con l’introduzione del nuovo iter addestrativo IPTS 2020 la precoce designazione per la linea volo più idonea all’allievo pilota ha fatto sì che lo specifico addestramento non fosse dispersivo su altri velivoli.
Per quanto concerne il 70° Stormo, il Tecnam P2006T si sta rivelando una piattaforma addestrativa efficace e a basso costo per l’addestramento degli allievi piloti nella fase 3A ovvero per le linee volo “Trasporti”. L’iter sarà poi completato con la fase 3B presso il CAE Multi Crew di Pratica di Mare sul velivolo Piaggio P-180.

Il contratto con la ditta Tecnam prevede oltre alla fornitura di tre velivoli anche del relativo supporto logistico, manutenzione e addestramento per un totale di 1200 ore di volo annue per la durata di 3 anni.
Per quanto attiene alla manutenzione del velivolo, gli specialisti del G.E.A. di Latina si limitano ad effettuare i controlli prevolo e provvedere ai rifornimenti; per qualsiasi problema, inefficienza e manutenzione preventiva ci si avvale completamente del personale della Tecnam.
Per le ispezioni periodiche il velivolo viene portato a Capua presso la ditta costruttrice dove viene sottoposto a tutti i controlli previsti dal programma di ispezione. Successivamente il velivolo viene riassemblato collaudato e riconsegnato al 70° Stormo.
Il P2006T è strutturato in modo tale da permettere ai piloti di addestrarsi oltre che al volo anche nella reciproca interazione e collaborazione (Crew Resorce Management).

SIMULATORI DI VOLO

La sala simulatori presente al 70° Stormo è stata inaugurata nell’agosto del 2012 in occasione del cambio di comando dello Stormo ed è stata inizialmente dotata di due simulatori di volo strumentali dell’SF 260 EA creati utilizzando le fusoliere del vecchio SF260AM e riconfigurato come addestratore EA.

Questo rappresenta un valore aggiunto per lo Stormo poiché ha permesso il mantenimento delle ore di volo e l’abbattimento dei costi di produzione delle ore stesse.
Nella fase iniziale di screening il simulatore di volo per gli allievi piloti non è previsto in quanto devono essere valutati direttamente sul velivolo per comprenderne la predisposizione al volo.
I simulatori vengono invece utilizzati per gli allievi piloti del 3° e 4° anno che nella fase di addestramento possono condurre missioni simulate complesse integrabili con volo acrobatico e di navigazione in coppia.
La fase di mantenimento consiste in 10 missioni delle quali attualmente 5 reali e 5 simulate.
A breve l’attività addestrativa con i simulatori presenti al 70° Stormo sarà certificati ed equiparata a ore di volo reali.

Nella stessa sala è presente da luglio 2016 anche un simulatore per il velivolo Tecnam P2006T compreso nel contratto di leasing che Aeronautica Militare ha stipulato con l’azienda di Capua. L’addestratore è stato realizzato da Softech Sym che è un partner Tecnam.
Il simulatore riproduce oltre il 90% la parte strumentale del cockpit del P2006T garantendo in questo modo la piena familiarizzazione con il velivolo all’interno del percorso addestrativo dei piloti destinati linea volo “Multi Engine”.

Il simulatore Tecnam permette di portate a termine missioni della durata massima di due ore con il grande vantaggio di poter simulare situazione critiche attraverso la gestione delle condizioni meteo, emergenze come ad esempio la simulazione di un incendio a bordo oppure lo spegnimento improvviso di un motore. Questo ha lo scopo di migliorare l’addestramento e poter valutare la reazione di intervento del pilota in volo oltre al non trascurabile aspetto del contenimento dei costi.
L’addestratore del Tecnam P2006T non consente di simulare volo in formazione.

ATTIVITA’ DI VOLO

L’attività addestrativa alla quale ho partecipato ha visto coinvolti 3 velivoli SF260EA per una esercitazione di volo basico nella zona dell’Agro Pontino.

Il volo previsto per le 11:45 è stato preceduto dal consueto esaustivo briefing condotto dal Comandante del 207° Gruppo Volo il Ten. Col. Pil. Giuseppe Urbano, al quale hanno partecipato i piloti istruttori e il Comandante di Stormo il Col. Pil. Luca Vitali. Dopo la definizione della missione ci siamo diretti verso i velivoli per le operazioni prevolo.

E’ tutto pronto; la “Iron Formation”, così è stata ribattezzata la formazione dei tre velivoli, una volta decollata dall’Aeroporto “Comani” e ricongiunta nella zona di Borgo Piave si è diretta verso il lungocosta.

Da qui, con una virata verso sinistra dalla zona di Foce Verde ci dirigiamo verso la zona dei laghi di Fogliano e Caprolace in direzione di Sabaudia; stiamo per entrare in una delle zone panoramicamente più suggestive del Pontino.

A questo punto il Leader Iron 1 dà il via ad una serie di cambi di formazione con Iron 2; i due SF260EA si dispongono inizialmente a “bastone”, successivamente in “echelon” e “cross under”.

Una volta giunti in corrispondenza del promontorio di Punta Rossa vicino a San Felice al Circeo la formazione ha eseguito diverse echelon turns con un angolo di virata sempre più stretto. 

Non c’è un attimo di tregua; questa volta è “Iron 3” il velivolo sul quale sono imbarcato io che modifica la propria posizione portandosi dal lato destro della formazione echelon a quello sinistro. Questo è il preludio alla prima delle due separazioni effettuate da “Iron 1” e “Iron 2”. Ci dirigiamo a questo punto verso la zona di Sermoneta dove la Iron Formation completa l’esercitazione riproponendo i cambi di formazione effettuati in precedenza ma in maniera più dinamica riducendo la distanza tra i velivoli.

E’ il momento di rientrare in aeroporto. La formazione rimane serrata fino all’allineamento con la pista. Effettuiamo un primo “touch and go” in sequenza per poi riportarci all’atterraggio seguendo il Leader e Iron 2 per un atterraggio in coppia. 

 

Arriva in nostro turno, virata stretta a destra e in un attimo il pilota riporta il velivolo all’atterraggio. Le ruote toccano dolcemente l’asfalto della pista. Rullaggio verso il parcheggio. Full stop.

Il cronometro della missione indica 60 minuti. Non è vero…per me è stato un attimo!

 

CONCLUSIONI

In conclusione possiamo affermare l’assoluta centralità che ricopre il 70° Stormo dell’Aeronautica Militare nell’ambito delle Scuole Volo. Un ruolo guadagnato sul campo con gli oltre 12.000 brevetti rilasciati accumulando più di 500.000 ore di volo.

Il delicato compito di iniziare al volo i candidati piloti viene portato a termine dal team istruttori con grande professionalità e competenza nell’ambito di un’offerta formativa talmente qualificante e professionalizzante da essere allettante non solo per le Forze Armate e Corpi Armati dello Stato italiano, ma anche per le Forze Armate estere.

Infatti alcune nazioni straniere come Olanda, Kuwait e nel prossimo futuro Arabia Saudita ravvisando l’effettiva potenzialità dei moderni programmi formativi del 70°Stormo hanno ritenuto di affidare a questa scuola volo la formazione iniziale dei propri piloti.

Inoltre, nell’ambito del nuovo iter formativo IPTS 2020, la scuola di Latina con l’acquisizione del nuovo velivolo Tecnam P2006T assume un ruolo di rilievo anche nel percorso formativo dei nuovi piloti militari destinati alle linee “Multi Engine”. Il nuovo iter formativo evidenzia ancora una volta il ruolo d’eccellenza che la nostra Aeronautica Militare ha assunto anche in ambito addestrativo nell’attuale contesto socio-economico.

L’IPTS 2020 grazie alla professionalità del personale coinvolto fornirà alla Forza Armata e non solo, piloti con un bagaglio professionale allineato ai più alti standard addestrativi pur con una elevata attenzione al contenimento dei costi e alla ottimizzazione delle risorse.

L’esperienza vissuta in prima persona presso il 70° Stormo mi ha permesso di apprezzare la professionalità di tutto il personale che si è concretizzata con un’attività di volo mai sperimentata in precedenza. Ovvero volare in formazione come solo i piloti militari sono in grado di fare.

RINGRAZIAMENTI

A questo punto desidero ringraziare lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare per aver autorizzato l’attività, il Comandante del 70°Stormo Col.Pil. L.Vitali, il Comandante del 207°Gruppo Volo il T.Col.Pil. G. Urbano, il Comandante del G.E.A. il T.Col. G. Pignataro, l’ufficiale P.I. Cap. G. Luisi e il 1° M.llo Lgt. P. Pezone e i piloti istruttori con i quali ho volato per l’accoglienza e il costante supporto durante la realizzazione del resoconto.

 

Per il resoconto fotografico completo: QUI

Testo e immagini: Stefano